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Referendum: questione di fiducia

Nessun commento Varie ed eventuali

di Matteo Maria Martinoli

Dall’integrale lettura del testo sottoposto a referendum ho appreso che in caso di approvazione popolare entro sessanta giorni dal 4 dicembre 2016 andrà varata la legge che stabilirà come verranno nominati 95 dei cento senatori. Se si aggiunge l’impegno del premier, in caso di vittoria, a riscrivere la legge elettorale entro le due settimane successive al voto referendario, è chiaro che per votare SI occorre avere piena fiducia nell’attuale maggioranza parlamentare che sostiene l’autore dell’Italicum e il suo governo. Per votare NO non occorre fidarsi della promessa di dedicarsi ad altro mestiere da parte del leader democratico, basta nutrire un minimo dubbio sulla probabilità che le due suddette e decisive leggi possano essere decentemente licenziate in così poco tempo da un parlamento la cui rappresentatività residua verrà appunto valutata dall’elettorato.

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