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In memoria di Bruno Lauzi nel decennale della dipartita

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sabato 22 ottobre, ore 11.00, Caffè Zamberletti in Varese corso Matteotti

In memoria di Bruno Lauzi nel decennale della dipartita

interviene Tony Damascelli

One Response to In memoria di Bruno Lauzi nel decennale della dipartita

  1. Antonio Cosentino ha detto:

    Ho visto sola volta Bruno Lauzi: fu a cavallo degli anni ’70, a Milano, al Derby. Cantava giusto “Libertà” a due metri da me, in una specie di anfratto, sotto il piano stradale. In fondo al quale, poco interessato allo spettacolo canoro, c’era Alberto Lupo, in buona compagnia femminile.
    Ad ascoltare Lauzi eravamo in pochi: i dipendenti di un’agenzia di pubblicità fondata da Gianmarco Moratti, anch’egli presente nel sotterraneo con la prima moglie, giornalista del Corriere della Sera.
    Beh, devo dire che Bruno Lauzi mi aveva colpito per il suo modo di cantare ma anche per il suo atteggiamento triste, dimesso, malinconico: senza speranza insomma.
    Ma a me piaceva: era senza dubbio una personalità nuova e originale nel mondo della canzone.
    Se per Bruno Lauzi ero stato buon profeta, non lo fui invece per Renato Pozzetto e il socio Cochi.
    Quella sera stessa si esibirono per noi nello spettacolino che li rese celebri. La novità, per chi era abituato ai gorgheggi di Claudio Villa, fu sconcertante.
    Non ebbi occasione di rivedere di persona Bruno Lauzi, mentre incontrai Renato Pozzetto a casa sua, a Laveno, quando aveva raggiunto l’apice della popolarità.
    In questo caso non fui buon profeta.
    Antonio Di Gaetano

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