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Francobolli

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Il testo che segue è stato vergato per la prefazione del volume ‘Un francobollo per la città di Varese’ – 12 ottobre 2016

 

Conservo religiosamente e non sfoglio mai l’album nel quale, oltre sessant’anni orsono, spronato invero da mio padre, raccoglievo francobolli.

(E ogni tanto, pigramente, mi chiedo se per caso tra i mille e mille ve ne sia qualcuno di particolare, magari inestimabile, valore. Chissà?)

Appassionato, anche, di geografia, cogliendone le provenienze e ricorrendo alle enciclopedie, venivo allora a conoscere Paesi e città vicine e più spesso lontane, esotiche e per questo ammaliatrici.

E quale la gioia che provavo, da attento lettore di Emilio Salgari, allorquando scoprivo un, pel solito coloratissimo, rettangolino dentato malese piuttosto che indiano o caraibico…

 

Ecco, vedete, quali antiche memorie suscita in me, oggi, l’iniziativa di Antonio Bandirali, iniziativa che mi consente di  percorrere con occhio attento e, per la bellezza delle opere, con vero piacere i francobolli appositamente creati per i duecento anni della nostra Varese.

 

Bello che si ricorra al francobollo per celebrare.

Bello, in particolare a mio modo di vedere, perché si utilizza artisticamente, a futura memoria, uno strumento, ahinoi, quasi certamente destinato (nell’era delle anonime mail) a scomparire e pertanto, in futuro, ancor più prezioso.

 

Mauro della Porta Raffo

per l’occasione nelle vesti di presidente della Commissione creata per celebrare i duecento anni (1816/2016) delle elevazione di Varese al rango di città

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