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Dedicato agli esclusi

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Un testo di Anna Maria Bottelli scritto dopo la cerimonia di premiazione dei Varesini illustri avvenuta l’11 settembre 2016 in occasione dei festeggiamenti per i duecento anni della elevazione di Varese al rango di città.

 

In un torrido tanto quanto afoso pomeriggio festivo, Varese ha festeggiato l’11 settembre scorso, alla Fiera della Schiranna,  sedici  suoi concittadini eccellenti #, consegnando a ciascuno una pergamena e  la medaglia commemorativa dei 200 anni della propria elevazione al rango di città. Tutti ultra meritevoli negli svariati campi, per cui davvero sorridenti, a volte quasi commossi, ma soprattutto fieri e consapevoli  di essere portatori di storie che hanno reso il nostro territorio particolarmente ricco di potenzialità in ogni settore. I loro racconti affascinanti o le loro brevi parole hanno suscitato un notevole interesse tra i numerosi convenuti, tanto da percepire paradossalmente un minor caldo, quasi una piacevole brezza, mentre scrosciavano ripetutamente gli applausi. Per qualche attimo ci si dimenticava di usare il ventaglio, per concentrarci sull’arte, lo sport, l’astronomia, l’economia, il commercio o l’industria, o infine gli svariati ambiti socio – culturali della nostra Varese.

Ma come ha ricordato Mauro della Porta Raffo, il Presidente del Comitato per l’organizzazione degli eventi  ( di cui mi onoro di far parte ), se da un lato c’è chi gongola , dall’altro c’è chi mugugna: ma era ovviamente improponibile che venissero consegnate a numerosissimi concittadini altrettanto bravi e meritevoli, un numero “fuori scala” di medaglie!

E’ proprio a loro che io ho deciso di rivolgermi: agli esclusi, alla città “non medagliata”.

Indubbiamente i premiati rappresentano la punta di diversi iceberg di una ricchezza di valori e di capacità a 360 gradi, tipica della nostra gente. Sotto le varie  punte  il mondo varesino della riservatezza , della perseveranza, della dedizione al lavoro, dell’operosità continua e silenziosa,  oserei dire anche di una certa sobrietà elegante e raffinata, nonché di una cultura profonda ma mai ostentata.

Come avrebbero potuto crescere le numerosissime attività artigianali e commerciali o le altrettanto numerose industrie – per esempio quella dei pellami, dalla “concia al manufatto completo”, visto che è ciò che meglio conosco abitando a Valle Olona, una delle tante zone industriali di un tempo – se non ci fossero state negli anni le innumerevoli persone che quotidianamente si sono dedicate  con laboriosità e senso civico, a un servizio a favore di tutti?  E’ stato, ma ancora è, grazie alla  lungimiranza, alla capacità di prevedere nonché di osservare  e saper leggere il bisogno da parte  di  parecchie persone  del passato o attuali  che il benessere di cui oggi godiamo è sorto, si è diffuso e si mantiene lungo il territorio varesino. E’ quindi ovvio che gli esclusi dai premi sono molti , tutti coloro che hanno tenuto e ancora tengono alto il nome della nostra città. Anche i miei familiari ( provengo da una realtà commerciale-artigianale) non sono mai stati premiati, nonostante un servizio svolto per circa mezzo secolo  – dagli anni ‘ 30 agli anni ’80 – a favore di un rione con le sue difficoltà, Valle Olona appunto, dove tuttavia si “ respirava “ un’etica applicata al lavoro quotidiano che sapeva gratificare  chi dava e chi riceveva,  mediante un approccio cortese e sempre rispettoso dell’altro.

Ciò è bastato, anche senza pergamene o medaglie, a dare significato negli anni a  vite di impegni e di sacrifici: a me pare questo il “ leit motiv ” che sottende ancora oggi  il mondo dell’imprenditoria varesina e che ripaga chi ogni giorno si rimbocca le maniche.

Sotto altre punte degli iceberg troviamo genialità,  creatività, attenzione ai particolari, ai colori – pensiamo ai nostri verdi e ai nostri azzurri con tutte le loro sfumature! –  ai suoni, alle luci, ma anche al nostro bel cielo di Lombardia, di manzoniana memoria, spesso terso e luminoso , dove ora un asteroide ha il nome della nostra città! Le capacità espressive di tutti gli artisti varesini hanno reso e rendono ancor più attraenti i nostri luoghi, insegnandoci a guardare con maggiore attenzione ciò che ci è stato “ regalato “. Dal lago alla montagna siamo circondati da bellezze che fondono arte, storia, natura e sacro in un’armonia unica, capace di suscitare interpretazioni, suggestioni ed emozioni – trasformate poi in svariate opere d’arte – appaganti in modo eccelso, tanto quanto un riconoscimento di diritto.

 Non è da meno  il trovare, sotto altre punte, la capacità  introspettiva da parte di coloro che sono riusciti   (o di altri che continuano a farlo), a “ capire ” e “ sentire “  l’altro, per costruire gruppi, squadre, reti, – sia  negli sport  che in ambito socio/culturale. A loro va il riconoscimento morale per il lavoro intuitivo e silenzioso costantemente  svolto. A loro la nostra fiducia per il prossimo futuro.

Infine sappiamo che gli iceberg nascondono la generosità di tanti nostri concittadini noti e meno noti, unita a uno spirito solidale che riesce sempre a recuperare risorse ed energie spesso insperate, tanto da meravigliarci di noi stessi. E’ questo il premio sotteso,  la nostra capacità di sapere sempre e comunque  fare del bene,  perché il filo conduttore che lega tutti e ciascuno  e la spinta che mantiene orgogliosamente vivace la nostra città, hanno un denominatore comune che è l’amore per il nostro territorio, unito a una giusta ambizione finalizzata sempre al meglio.

Concludendo queste mie riflessioni e pensando di poter Interpretare i sentimenti del Presidente e dell’intero  Comitato, esprimo a tutti coloro che si sono sentiti esclusi dalla premiazione, ai cittadini di ogni ordine e grado,  un immenso grazie, perché senza di loro Varese non sarebbe cosi , amata non solo per la sua posizione geografica, ma anche per le peculiarità  dei suoi abitanti. Il premio migliore per loro è la gratificazione  provata servendo con onestà e senso civico la propria comunità. La medaglia e la pergamena virtuali vengono “consegnate” dalla gente che sempre sa ripagare con stima, benevolenza e riconoscenza l’operato dei suoi concittadini.

 

# Alfredo Ambrosetti, Ezio Colombo, Angela Zamberletti, Luca Buzzi, Renzo Oldani, Aldo Ossola, Andrea Meneghin, Giorgio Lotti, Vittore Frattini, Roberto Plano, Luisa Negri, Angelo Monti,    Ambrogio Vaghi, Giuseppe Zamberletti, Ferruccio Zuccaro, Bepi Bortoluzzi #

19 Settembre 2016

Anna Maria Bottelli

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