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USA: la polizia spara solo ai neri?

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Un oramai antico episodio di ‘Il principe di Bel-Air’.

Il giovane Will Smith (un nero, per quanti non lo sapessero) con un amico come lui di colore finisce, per una quisquiglia e in attesa della cauzione, in gattabuia.

Con loro, tra le sbarre, un bianco.

I due si sistemano il più lontano possibile e Will, sottovoce, dice al compagno:

“Non andiamogli vicino.

Un bianco in galera?

Deve essere cattivissimo!”

Due le possibili riflessioni.

La prima: i bianchi godono di privilegi e prima di finire in prigione…

La seconda: i neri vanno più facilmente dentro perchè commettono decisamente un maggior numero di reati.

Vere ambedue le cose, resta il fatto che i colored pur essendo numericamente molti meno violano più di frequente il codice penale.

E’ conseguentemente assai più facile che sotto i colpi della polizia cadano neri piuttosto che bianchi.

E’ ovvio, poi, che, ai nostri giorni, alle morti dei neri venga dato particolare rilievo e che i decessi dei bianchi nei conflitti con le forze dell’ordine non abbiano rilievo.

(Quando i morti erano mafiosi illustri o banditi di fama le cose andavano diversamente).

Ciò detto, occorrerebbe intrattenersi sulle ragioni sociali e ambientali che stanno dietro, alle spalle.

Sulla colpevole trascuratezza, per non dire altro, delle istituzioni nei riguardi dei neri.

Non è argomento da affrontare in poche righe, questo.

Resta comunque il fatto: i neri compiono più reati, incappano quindi nella polizia e muoiono nei conflitti a fuoco (conflitti, dato che quasi sempre sono armati anche loro).

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