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Fumetto e film per l’orgoglio di essere cristiani

Nessun commento Varie ed eventuali

di Rino Cammilleri

Dopo essermi gustato l’appena uscito ottavo e ultimo (per ora) volume di Prince Valiant, non sono riuscito a chiudere l’elegante edizione cartonata. Mi spiego. Innanzitutto, per scorrere ogni “puntata” ci metto giorni e giorni, perché le tavole di Harold Foster non sono fumetti, ma quadri rinascimentali nel senso pieno del termine.

Era questo, infatti, l’intento dell’autore (uno dei più grandiillustratori di tutti i tempi), che perciò faceva uso di didascalie, non di ballon che avrebbero tolto spazio alla pittura. Terminata la contemplazione delle vignette (maniacalmente definite, con sfondi mozzafiato), sono passato alla lettura della presentazione filologica (ogni volume ne ha una), nella quale ho scoperto che l’autore, canadese, aveva contribuito con le sue illustrazioni alla nascita del mito romantico deimounties, cioè la Royal Canadian Mounted Police, le famose “Giubbe rosse” di tanti film (Gary Cooper, Tyrone Power…). Finito ciò, ancora non contento, una semplice associazione di idee mi ha portato a voler rivedere, per l’ennesima volta, il film su Valiant.

Di recente restaurato e posto in vendita in dvd, il film è del 1954, lastessa data delle strips riportate sull’ottavo volume di cui sopra. Il titolo, in italiano, è banalmente beota: Il principe coraggioso. Meglio aveva fatto lo stesso Regime, che non vietò, a differenza di altre americanate, Prince Valiant, limitandosi a chiedere all’allora editore Nerbini di italianizzarne il nome in Valentino, perché Valiant era il nome di una celebre corazzata inglese (poi affondata da una più celebre impresa dei nostri incursori subacquei comandati dal tenente Durand de la Penne). Chi ha letto le storie su carta di Valiant non può perdersi il film.

É proprio uguale, facce, costumi, nomi e situazioni. Per soprammercato, i titoli di testa e di codascorrono sulle tavole disegnate da Harold Foster. E non si tratta di un B-movie, al contrario: regia di Henry Hathaway (Niagara); starring, James Mason (Lolita) nell’inusuale ruolo del cattivo, Valiant ha il viso di Robert Wagner (Cuore e Batticuore), Aletha è Janet Leigh (Psycho), Ilene è Debra Paget (I Dieci Comandamenti); più, attori famosi come Sterling Hayden-Gawain (Jungla d’asfalto) e Victor McLaglen-Boltar (Il massacro di Fort Apache). Come e più del fumetto il film è politicamente scorrettissimo, con Valiant che esclama davanti ai pagani «La croce è la nostra salvezza!» e i vikinghi cristiani che si ribellano vittoriosamente agli idolatri dell’usurpatore Sligon.

Leggetelo, il fumetto, e riguardate il film. Vi prenderà, come a me, una esaltante nostalgia per unmondo che non c’è più, retto, pulito, leale e fedele fino al sacrificio. Un mondo in cui i valori cristiani erano “i buoni”, e non solo per gli americani. Un mondo che esisteva fino a ieri: gli anni Cinquanta non sono così lontani. Lontana (dal cuore umano) è, semmai, la “visione del sabba” dei Gay Pride. Perciò, non praevalebunt. 

Harold Foster, Prince Valiant, vol. 8, ReNoir, pp. 115, €. 24,90.

 

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