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Casa sul mare, Eugenio Montale, Giulio Nascimbeni

Commenti (1) Varie ed eventuali

Sono arrabbiato.

Sconsolatamente,

Montale, parlando a Giulio Nascimbeni (che lo riporta nelle biografia del poeta che scrisse a fine anni Sessanta) della persona alla quale si rivolge nella stupenda ‘Casa sul mare’, dice trattarsi di una donna, bellissima, ovviamente, “della quale tutti si innamoravano, sposata a un uomo debole”.

Con lui parti’ per il Sud America e non ebbe piu’ sue notizie.

Sono arrabbiato per due differenti motivi.

Il primo: leggendo i versi, avrei giurato che Montale si riferisse au uomo.

Non ho capito, quindi.

Il secondo: nei mille colloqui avuti con Giulio – uomo affascinante, intellettuale straordinario, di una cultura superiore – non ho mai affrontato il tema.

Parlammo a lungo del suo difficile approccio con il poeta, della sua lontananza, dell’impossibilita’ o quasi – visto che, alla fine, in qualche modo si apri’ – che aveva di mostrarsi quale fosse.

Mai, e me ne dolgo, specificamente della sua piu’ significativa e imperitura opera (tale e’, senza tema, ‘Casa sul mare’).

Per quanto si parli, si tratti, ci si confronti, si alterchi, restano vuoti infiniti, incolmabili nella reciproca conoscenza.

Come non dolersene?

One Response to Casa sul mare, Eugenio Montale, Giulio Nascimbeni

  1. Bruno Belli ha detto:

    Caro Mauro, è la grandezza della vera poesia, o, più in generale, dell’arte: dire e “non dire”, accennare, lasciare anche libere interpretazioni.
    Pensa come un brano musicale possa suscitare differenti emozioni da ascoltatore ad ascoltatore.
    L’unica fortuna di noi uomini è che abbiamo l’Arte!

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