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Io tifavo Foreman (In morte di Cassius Clay)

Nessun commento Coccodrilli

3 giugno 2016

 

30 ottobre 1974, Kinshasa, Congo, George Foreman difende il titolo mondiale dei pesi massimi dall’assalto di Muhammad Ali.

Io tifo Foreman.

OK, Cassius Clay (l’ho conosciuto come tale e continuo a chiamarlo così) è un mito, ma Foreman sul ring è una furia, devastante e imbattibile.

Va come va e nessuno mi toglie dalla testa che in qualche modo il campione fosse stato fisicamente ammorbidito (e si vociferò non poco in merito).

E mi torna alla mente (per il vero, non l’avevo mai dimenticato) che quando il giovane Clay aveva incontrato Sonny Liston e gli aveva strappato la corona, di certo, senza dubbio alcuno, i due match erano stati combinati.

Era, Clay il nuovo business che doveva portare un sacco di soldi, mentre Liston – ex galeotto, brutto, sporco e cattivo – dal punto di vista economico non valeva niente.

Ottimo pugile, Clay, ma non, come leggenda vuole, ‘il più grande’.

(Che, per esempio, Rocky Marciano l’avrebbe steso era opinione comune tra i critici tant’è vero che nell’incontro virtuale tra i due, come girato seguendo l’opinione della maggioranza dei competenti, l’italo americano vince per KO).

Uno dei casi, quello di Clay, nei quali la personalità, straordinaria, e i comportamenti extra sportivi, di particolarissimo rilievo, hanno prevalso sul giudizio dovuto all’atleta in tal modo passato in secondo piano.

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