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Quando è poesia

Nessun commento Varie ed eventuali

di Antonio Di Gaetano

L’Italia, una volta di più, si è confermata popolo non solo di navigatori, ma anche di poeti se si considera che, con l’avvento di Internet, i testi più disparati conservati nei cassetti sono venuti alla luce e catapultati in Rete assieme alle nuove produzioni.

La domanda più frequente è comunque: si tratta di vera poesia?

Ai lettori, ma non solo, l’ardua sentenza.

Gli esperti, tuttavia, precisano e distinguono.

Un testo, dunque, oltre ad essere scritto secondo canoni propri della poesia, dovrebbe trasmettere emozioni, non annoiare o provocare fastidio, ma esprimere l’inesprimibile e produrre immagini e perfino musica.

La poesia dunque è un linguaggio che esprime ciò che la prosa non può  esprimere con la stessa forza.

Compito non facile, dunque, quello di creare un mondo alternativo alla realtà, interpretandola con occhi diversi e ricorrendo a concetti non usuali con lo scopo di stupire: a  costo di violare le regole del linguaggio e la comprensione comuni, ma evitando forme inutilmente oscure e contorte e generando quindi difficoltà di interpretazione dei testi.

Fatica sprecata, dunque, se il messaggio – quando incomprensibile – non viene decodificato.

I consigli che gli esperti offrono a chi si cimenta nell’arte poetica partono dalla scrittura: ogni verso, dicono, dovrebbe costituire un’entità autonoma facente tuttavia parte della composizione, evitando però di andare a capo in modo arbitrario.

Il “verso”, si ricorda, viene dal verbo latino “vertere”, tornare, andare a capo senza coprire la riga, cioè l’intero spazio tipografico (come nella prosa, dal latino “provorsus”, che procede in linea retta).

Lo spazio bianco alla fine di ogni verso segnala dunque la pausa o il silenzio, che diventano così carichi di significato.

La poesia, dunque, è in se stessa rivoluzionaria mettendo in discussione visioni e luoghi comuni, con l’intenzione di esprimere e suscitare emozioni ricorrendo a immagini che esulano dal sentire comune e trasgredendo le norme.

Poesia agli antipodi non solo della prosa, letteraria e scientifica, quando – violando il codice del linguaggio – sovverte l’ordine delle cose o le presenta in maniera fantastica se non onirica, col risultato di esaltare o rendere più accettabile la realtà.

Nella fantasia dei poeti la Luna, dunque, non è semplicemente un satellite ma “la regina della notte” o “la falce d’oro”.

E il tramonto del Sole: la vita che si spegne per poi risorgere.

La poesia può essere, al contrario della prosa, una forzatura del linguaggio per produrre incantamento, trasmettere stati d’animo, purché eviti luoghi comuni, lamentazioni e una retorica fuori tempo.

Se poi un componimento viene letto in pubblico da un attore preparato, il testo può assumere una dimensione teatrale carica di significato. Del resto le prime forme di poesia erano orali e successivamente accompagnate dalla musica.

Internet, con la creazione di siti di scrittura on-line, ha dunque incentivato la produzione e il consumo di questa forma di comunicazione.

Sia o no poesia.

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