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Nei talk show imperversano gli islamici. E perché non i buddisti, gli induisti o i taoisti?

Commenti (1) Varie ed eventuali

di Enzo Tosi

In nessun Paese vengono mandati in onda tanti talk show quanto in Little Italy.

Programmi sedicenti “di approfondimento” che nulla approfondiscono, risolvendosi in chiacchiericcio incessante quanto inconcludente, con interlocutori che spesso si sovrappongono a più voci, si inalberano, con comica finale di accuse reciproche e urla.

Ed avanti nello spettacolo del nulla.

Da qualche tempo non vi è talk show dove non venga invitata signora islamica con velo o imam di passaggio in costume o cittadino italiano convertito, in giacca e cravatta, o parlamentare della Repubblica musulmano.

Orbene: nel nostro paesello vivono decine di migliaia di buddhisti, anche italiani, decine di migliaia di induisti, centinaia di migliaia di taoisti (molti dei cinesi, possiamo supporre).

Per quale ragione nessuno di costoro viene invitato a rilasciarci il suo parere sugli accadimenti trattati, ad illustrarci le visione del mondo dei suoi correligionari, a suggerire le soluzioni immaginate da chi appartiene alla medesima credenza?

Magari anche filippini o filippine, quali testimoni di un Paese disagiato, o sudamericani dai tratti amerindi?

Forse perchè tutti costoro non reclamano vistosamente luoghi di culto, non danno luogo a manifestazioni pubbliche, non invadono le strade per pregare, non incolpano gli occidentali (noi) dei loro guai, pur provenendo essi stessi da aree che in tempi remoti furono colonie?

O non hanno estremisti criminali della loro religione da tentar di giustificare?

One Response to Nei talk show imperversano gli islamici. E perché non i buddisti, gli induisti o i taoisti?

  1. Giorgio ha detto:

    Normale distribuzione di italiche pagnotte come da copione televisivo,biade acide per lo spettatore che vorrebbe ridere per far buon sangue,regolarmente si “incazza” ,questa volta non con “l’arbitro amico del cervo”…..per quello deve frementemente attendere il WEEKEND.

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