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Le donne europee e l’Islam

Commenti (1) Varie ed eventuali

Anni Cinquanta e Sessanta, a Kabul, Islamabad, Karachi, Beirut, Damasco, Aleppo, Baghdad… le donne, dove più dove meno, da sole, guidano la macchina, vanno al cinema, fumano, esercitano le professioni, amano, sono libere di comportarsi come meglio credono.

Che le loro nipoti, oggi, provino a fare altrettanto, che ci provino!

Dappoichè “il Signore acceca coloro che vuole perdere”, del tutto ignare (e quindi ignoranti), imbevute di politically correct e di ‘vvolemose bbene’, schiave di una ideologia melmosa e perversa, impermeabili, le donne europee (nella grandissima parte e massimamente in Italia) nulla hanno da eccepire (ed anzi auspicano in nome dell’accoglienza) a che gli islamici impongano anche da noi – per ora, ai loro famigliari – le loro leggi che costringono la donna al ruolo di una irridimibile inferiorità.

Ridicolo poi sentire i loro ragionamenti in proposito in specie quando dicono seriamente (non sapendo di cosa parlano) che gli islamici devono rispettare le nostre leggi.

Difficile, invero, che possano farlo in genere, impossibile (impossibile!!!) che lo facciano su questo specifico tema.

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One Response to Le donne europee e l’Islam

  1. Marco Airola ha detto:

    L’insopportabile prototipo di quel tipo di donna è Lilli Gruber

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