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Mignani Umberto – Bologna Ovvero: quando, secondo i parrucchieri, il mondo è cambiato

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“Credo sia capitato a cavallo tra i Cinquanta e i Sessanta, forse anche un po’ dopo.

Nel negozio di via Volta, senza che ci fosse un perché e senza neppure che in merito si ragionasse tra noi e si prendesse una decisione, a Natale non regalammo più ai clienti i calendarietti profumati, quelli con le donnine in costume da bagno prodotti – ricordo bene la pubblicità – dalla Tipografia ‘Mignani Umberto, Bologna’.

Fu una rivoluzione che adesso, guardando indietro nel tempo, considero tale e che all’epoca fu del tutto silenziosa.

Fatto è che è proprio allora che nella vita di tutti giorni, in campo sessuale, dagli ammiccamenti, dalle strizzate d’occhio tra connaisseurs, si è passati all’esplicito.

Prima, dovevi stare bene attento, vagliare con intuito, scegliere tra i frequentatori quelli ‘giusti’ e se per caso sbagliavi e davi un calendarietto alla persona sbagliata, al timorato di Dio, ti giocavi il cliente.

Dopo, all’improvviso, quelle immagini profumate, quelle pagine impregnate per sempre (l’olezzo in questione si sentiva, invadente, anni ed anni dopo e, scommetto, si percepisce ancora) di borotalco e di chissà cos’altro non significarono più niente…”

Sono le otto del mattino di giovedì e Alfio, come occorre ogni due giorni invariabilmente, è qui nello studio intento a farmi la barba.

Sostiene di essersi svegliato male e di sentirsi ‘in bambola’, ma, come gli capita di sovente, tira fuori una bella storia.

E’ dal 1967 che gli affido guance e collo e, a parte la ‘mano felice’ che gli è propria, farlo vale sempre la pena!

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