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2015, l’anno più caldo mai registrato in Svizzera!

Nessun commento Varie ed eventuali

di Piernando Binaghi

Che il Polo Nord arrivasse a segnare una temperatura positiva, di uno virgola sei gradi (1,6°C) a Dicembre, sarebbe parso un argomento da fantascienza.

Questa volta però la realtà ha superato anche l’immaginazione più banale.

Si potrà dire che la causa è una depressione inusualmente intensa che, facendo centro sull’Islanda, ha scatenato la risalita di aria calda tropicale verso il circolo polare, innescando peraltro un’ondata di piogge torrenziali sul Regno Unito.

Certo: tecnicamente si può spiegare così questa singolare circostanza, del tutto eccezionale (forse).

Il riscaldamento, però, riguarda ormai praticamente tutto il pianeta (è veramente un dato di fatto) e si affianca, forse per pura coincidenza (o forse no) alla crisi da smog della Cina, fino ad arrivare a situazioni più nostrane che, anche a voler essere distratti, abbiamo notato tutti.

Prendo in esame alcuni dati che gentilmente i ricercatori di MeteoSvizzera a Locarno Monti mi hanno messo a disposizione, primi fra tutti quelli del mese di dicembre 2015 appena conclusosi, che è stato il più mite mai registrato in Svizzera dal 1864, anno di inizio delle misurazioni meteorologiche dirette e sistematiche.

Facendo una media nazionale, le temperature hanno superato la norma del trentennio di riferimento 1981-2010, di ben tre gradi centigradi e quattro (3,4 °C), raggiungendo scarti dai quattro ai sei gradi in più in montagna.

Lungo il pendio meridionale alpino, sia a novembre sia a dicembre, non ci sono state precipitazioni, mentre nella restante parte della Svizzera le precipitazioni in questi due mesi sono state pari al tredici per cento (13%) della media trentennale citata.

Solo nel 1963 e nel 1864 si ebbero valori simili, con il minimo assoluto di piogge del dicembre 1870, pari al dieci per cento (10%), sempre rispetto al trentennio di riferimento.

Gli ottimisti potranno a questo punto far osservare che anche in passato si sono avuti periodi “anomali”.

Sì, è vero, ma solo nel 2015 abbiamo registrato una combinazione particolarmente inusuale di record sia in termini di assenza di precipitazioni sia in termini di temperature così elevate.

Peraltro, proprio in relazione alle temperature, il 2015 è stato l’anno più caldo mai registrato in Svizzera.

E la cosa che deve maggiormente attirare la nostra attenzione è che in un lasso di tempo climatologicamente molto breve, di soli tredici anni, si sono avuti i tre anni più caldi della serie statistica a disposizione.

Si tratta per l’appunto del 2015, del 2007 e del 2003.

Singolare che dal 1864 ad oggi, i tre anni più caldi siano proprio in un intervallo di tempo così ristretto, che risiede all’interno di un ventennio, dal 1995 al 2015, durante il quale la caratteristica dominante è stata l’impennata delle temperature associata all’elevata frequenza di inverni sempre più miti.

Ma in questo ultimo ventennio è anche andata crescendo la sensibilità collettiva sul clima e la conferenza di Parigi non può a questo punto essere vista come un evento casuale.

A cosa servirà questa conferenza? Forse servirà a sensibilizzare alcuni governi sul tema ma, più pragmaticamente, mi sento molto più sicuro nel dire a cosa non servirà: non servirà a far sorgere il dubbio, in una parte ancora molto ampia dell’opinione pubblica, che andando avanti in questo modo non ci resta molto tempo per correggere il tiro.

Non sono certo i dati a far cambiare idea; i dati si possono interpretare e ci si può discutere sopra all’infinito.

Purtroppo spesso servono i fatti macroscopici, quelli che ci coinvolgono direttamente, per instillare la magia del dubbio, senza il quale le convinzioni mantengono forti e salde le radici contro l’evidenza, contro il buon senso, contro il nostro stesso futuro.

 

 

(Questo il testo vergato a mia richiesta da Piernando Binaghi, responsabile delle previsioni del tempo della RSI.

Al riguardo, sottolineo il fatto che in ogni caso si parla di “temperature mai registrate” la qual cosa significa solo che è dal 1864 che non si attestano dati simili non che in precedenza non si siano invece avute temperature medie superiori, e magari più volte)

 

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