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In morte di Valerio Zanone

Commenti (3) Coccodrilli

La morte di Valerio Zanone riporta alla memoria accadimenti e persone davvero lontani.

Lotte interne al vecchio Partito Liberale, vicende governative poco felici, nomi oggi dimenticati (Giovanni Goria, per dire? Chi era costui? Chi era questo signore nel cui gabinetto Valerio ha lavorato? Mah.)

Ricordo le prime apparizioni congressuali del Nostro, quando, per assonanza, lo si avvicinava a Zenone di Elea, certo anche facendo, in seconda battuta, riferimento ai suoi studi.

L’ho ascoltato non condividendo il suo ‘tradimento’ (tale mi appariva, che ci posso fare?) nei confronti di Giovanni Malagodi, il ‘nume’ liberale.

Ho cercato nei successivi anni un confronto epistolare (e chissà dove diavolo sono finite le nostre lettere?) mai approdato ad altro che a un reciproco rispetto.

Poi, come capita, l’ho perso.

Adesso, ora, il ricordo va a quella mattina, nella memoria, primaverile, di all’incirca quarant’anni fa, a Roma, al Caffè Greco.

Con Piero Chiara e il sottoscritto, Valerio, al banco, beveva un caffè.

Un bel numero di cucchiaini di zucchero, ebbi a notare.

“Dicono che lo zucchero sia cancerogeno”, mi venne, chissà perché?, da dirgli.

“La vita è cancerogena”, fu la sua lapidaria replica.

Aveva ragione!

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3 Responses to In morte di Valerio Zanone

  1. Marco Giuseppe Nebbia ha detto:

    La sua morte, a mio parere, segue a quella del Liberalismo.
    Io ci credevo, purtroppo mi sono sbagliato.
    Ciò che altri hanno detto del Comunismo per me vale per il Liberalismo: il difetto sta nel manico.

    Cos’è oggi il Liberalismo?
    Solo neoliberismo, sfrenato, senza regole.
    Potrà tornare ad esser altro?
    Ne dubito.

    Se penso alle illusione del 1989 mi viene da piangere.
    Cade il Muro, più libertà per tutti, loro, noi, libero scambio, meno spese in armamenti.

    Palle!
    Il pensiero di molti era solo farsi ragazze dell’est.

    Poi noi, nel1994: finalmente! Un imprenditore alla guida del Paese, la nazione condotta come un’azienda!
    E si vede dove siamo ora, guidati dal suo vero “figlio”.

    Diventare comunisti a sessant’anni?
    Purtroppo sì, senza partito, con la speranza, poca per la verità, che cinque stelle ci possano salvare.

  2. rinus ha detto:

    ma goria non era un dc

  3. rinus ha detto:

    signor nebbia anche de gaulle si ritiro’ dalla politica completamente disgustato
    e anche don milani scrisse
    ci ho messo 22 anni per uscire dalla classe sociale che legge l’espresso e il mondo.
    non devo farmene ricatturare neanche per un solo giorno.
    devono snobbarmi,dire che sono ingenuo e demagogo,non onorarmi come uno di loro.
    perche’di loro non sono.
    lettere di don milani mondadori edit.pag.224

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