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Laurent Fignon, il professore

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Laurent Fignon è uno di quelli che sono arrivati a un solo passo dalla vera gloria e sono stati respinti.

Vincitore di due Tour de France, di un Giro d’Italia e di due Milano Sanremo, Fignon va, soprattutto e malauguratamente per lui, ricordato per le imprese eccelse che gli sono sfuggite per un pelo.

Per cominciare, in due differenti occasioni (1984 e 1989), ha mancato la ‘doppietta’ Giro/Tour perdendo la maglia di leader all’ultima tappa.

Nel 1984 (anno nel quale, subito dopo, vincerà il Tour), Moser lo sconfisse nella corsa rosa nella conclusiva cronometro.

Nel 1989 (quando aveva già riportato il Giro), Lemond gli impedirà di indossare la maglia gialla finale sottraendogliela per pochissimi secondi anche qui nella corsa contro il tempo terminale.

Di più, arrivando secondo nel 1986 alla Vuelta spagnola, Fignon non è riuscito a completare il trittico dei grandi giri a tappe che solo Anquetil, Gimondi, Merckx, Hinault, Contador e Nibali hanno vinto tutti almeno una volta in carriera.

Uomo da medaglia di legno (quella che, si dice per sfotterlo, spetterebbe al quarto arrivato alle Olimpiadi) il Nostro, sempre vicino al podio assoluto e alla fine respinto.