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Dopo Parigi. Riflessioni. Impossibile nutrire speranze

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Perché mai la constatazione del fatto che i terroristi islamici ‘parigini’ siano cittadini europei, come si dice, di seconda generazione, dovrebbe confortare?

Non è questo invece il segno incontrovertibile di una loro mancata integrazione?

La verità è che l’Europa tutta e la Francia in specie hanno a tale riguardo miseramente fallito!

E, d’altra parte, come pensare ad una effettiva integrazione degli islamici quando li si fa vivere tutti insieme in a volte immensi quartieri loro riservati?

Così vivendo mantengono necessariamente abitudini e consuetudini specifiche, estranee, diverse, contrarie.

In anni lontani, ovviamente inascoltato, scrissi a tale proposito su La Stampa.

Ben rammentavo come l’avere, tra i Cinquanta e i Sessanta, costretto in ‘ghetti’ i meridionali venuti a frotte a Nord avesse ritardato enormemente il loro inserimento (ed erano cattolici, non maomettani).

Incapaci di pensare e di conseguentemente programmare una ‘vera’ integrazione i politici di allora e di oggi.

Incapaci all’oggi di comprendere come la tanto sbandierata ‘accoglienza’ di papale matrice porti a nuovi disastri.

Non si ‘accoglie’ difatti qualcuno senza programmazione, senza sapere nulla del domani, quasi sempre costringendo l’accolto alla mendicità, al malaffare, alla prostituzione, allo sfruttamento.

Politici e giornalisti (loro manutengoli) di ieri e di oggi ignoranti, incapaci, inetti hanno provocato catastrofi e ancora ne provocano.

E la gente li applaude, li vota.

Impossibile nutrire speranze!

 

Invio le righe che precedono all’amico Enzo Tosi che mi risponde:

“Attento: al terzo piano, sopra casa tua, abita un – poniamo – pakistano, in Italia da quarant’anni, uomo d’affari, affabile, poliglotta, saluta le signore sorridendo quando le incontra lungo le scale, è stato visto sorseggiare whisky (ma sicuramente non mangia carne di porco).

Ben lontano dai ghetti.

Un bel dì si scopre che è il punto di riferimento di una rete terroristica.

Il ghetto c’entra sì e no”.