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Luci e ombre Parigi, 13 novembre 2015: la ville lumière cade nel buio

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di Rachele Martignoni

Tiziano Terzani scriveva

“In India si dice che l’ora più bella è quella dell’alba, quando la notte aleggia nell’aria e il giorno non è pieno, quando la distinzione fra tenebra e luce non è ancora netta e per qualche momento l’uomo, se vuole, se sa fare attenzione, può intuire che tutto ciò che nella vita gli appare in contrasto, il buio e la luce, il falso e il vero non sono che due aspetti della stessa cosa.

Sono diversi, ma non facilmente separabili, sono distinti, ma non sono due.

Come un uomo e una donna, che sono sì meravigliosamente differenti, ma che nell’amore diventano Uno.”

Oggi la cosa che colpisce di più svegliandosi tra le strade di Parigi è il buio, ogni cosa è grigia, addormentata.

Esco per pochi minuti, giusto per acquistare l’essenziale, stretta nel mio cappotto.

Scende una pioggia leggera che copre lentamente i pochi passanti.
Silenzio.

Nell’aria c’è un energia scura, c’è sofferenza, paura.

Torno a casa e cerco dentro me un po’ di serenità e di pace.

In momenti come questi se non hai nulla a cui afferrarti, che ti dia conforto, il buio ti inonda.

Decido allora di accendere una candela a casa.

La sua luce riflette sullo specchio sopra il camino d’epoca e riscalda la stanza.

Ma rimane ancora il silenzio.

Metto allora un po’ di jazz, quei dischi con canzoni d’epoca che ti scaldano sempre il cuore.

Le “american songs” scritte in tempo di guerra.

Comprendo quanto un periodo di difficoltà storica possa influire sulla produzione artistica e quanto al tempo stesso l’arte sia di conforto agli uomini facendoli evadere dalla tristezza anche solo per pochi istanti.

Luce e buio in un’unica notte, in un’unica giornata.

Accendete una candela se volete, per donare simbolicamente un po’ di luce alla “ville lumière” che dopo questa notte spegne la sua Tour Eiffel, il faro che veglia sui boulevards, i lungo Senna, i tetti grigi.

Parigi ha bisogno di luce oggi, ha bisogno di ritrovare la propria alba, ricordandosi di ciò che fino a ieri era luminoso.

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