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Dopo Parigi: riflessioni

Commenti (3) Varie ed eventuali

Semplifichero’ al massimo.

Storicamente, abbiamo di volta in volta fermato i mussulmani con la forza riducendoli all’hudna e gli esempi, da Poitiers in poi, sono infiniti.

Oggi e oramai da tempo, l’Occidente governato da imbelli imbecilli schiavi della poltiglia ideologica nata dal cattocomunismo, servi del politicamente corretto, del ‘volemose bbene’, del demenziale ‘nessuno tocchi Caino’, l’Occidente ora esplicitamente invitato da un papa a dir poco non all’altezza a non usare la forza, per di piu’ in perfetta sintonia con la ‘ggente’, e’ destinato a soccombere, ad essere ‘assoggettato’.

E non e’ forse vero che ‘Islam’ significa ‘soggezione’?

  • 14 novembre 2015, vignetta di Valerio Marini, Parigi nel mirino
  • 14 novembre 2015, vignetta di Valerio Marini, sangue a Parigi
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3 Responses to Dopo Parigi: riflessioni

  1. Maurizio Mitolo ha detto:

    PAROLE SANTE, che sottoscrivo in pieno…!!!

  2. Fabio Bombaglio ha detto:

    Non sarà mica che la Fallaci avesse ragione, che Assad non era il nemico,o comunque che ce n’erano ben altri, che le regole che valgono a New York non funzionano altrettanto bene a Damasco o a Tripoli?
    Che la statistica non è un valore ma una scienza, che la democrazia parlamentare non è un valore ma un metodo?
    E che quel che succede in Medio Oriente non sono più cazzi degli altri?

  3. Michele ha detto:

    Sono totalmente d’accordo; ieri sera, invece, su “Dalla vostra parte”, ha preso luogo una commedia di Eugene Ionesco . A fronte del recente tragico accadimento di Parigi, infatti:
    1) l’on. Romano sosteneva che una dura reazione nei confronti degli islamici sortirebbe la conseguenza di consegnare quest’ultimi all’Isis e, quindi, a suo parere, il fenomeno si dovrebbe affrontare esclusivamente a seconda di quegli stessi principi, intrisi di “politically correctness”, che, nella pratica, hanno permesso agli attentatori di portare a termine la propria opera criminale;
    2) l’on. Rizzo opinava che l’uovo di Colombo risiederebbe nell’abolizione di quelle limitazioni che si frappongono all’erezione di nuove moschee, obbligando gli islamici ad una clandestinità difficilmente monitorabile e, dunque, implicitamente reputava l’incremento e l’ufficializzazione di tali luoghi di culto in Italia, come una valida soluzione al problema;
    3) il rappresentante dei mussulmani in Italia, dal canto suo, esprimeva, invece, il proprio dissenso, relativamente alla paternità islamica dell’attentato che riteneva come non provata.
    Fra gli altri intervenuti, un diffuso chiocciare da pollaio, assolutamente privo di alcun effettivo costrutto, dal momento che nessuno di loro ha avuto il coraggio morale di affrontare la cruda realtà: come ci insegna una storia, ormai quasi millenaria, il posto dei mussulmani – di ogni mussulmano – è fuori dall’Europa e, comunque, il più possibile lontano da noi; tutto questo, non certo per razzismo, ma per l’elementare esigenza di garantire, almeno un minimo, la nostra materiale incolumità e quanto siamo abituati a considerare come la nostra libertà personale. Ma, purtroppo, anche a fronte del grave attentato di Parigi, i nostri politici continuano a negare questa più che evidente realtà, preferendo farsi pervadere dal dogmatismo di ideologie, razionalmente aberranti, a seconda dei cui dettami – assolutamente indiscutibili – le differenze poste dalla natura si potrebbero tranquillamente eliminare, con la lettura di qualche libro o con la frequentazione di qualche corso scolastico …
    Non esiste altra spiegazione: evidentemente costoro, per poter adeguatamente osservare l’ortodossia dei propri dogmi, si sono dovuti fatalmente ridurre a credere fermamente nelle arti ineffabili di quella magia che, a seconda del desiderio dell’incantatore, riesce a far mutare la materialità del mondo fisico e, di questo passo, vedrete che, alla prossima siccità, i nostri governanti risolveranno certamente la situazione, con un brillante decreto che, anche in ossequio alle diverse culture, istituisca una giornata ufficialmente dedicata alla danza della pioggia ! E potrò anche sbagliarmi, ma i componenti del nostro ceto politico, ogni giorno di più, mi appaiono come dei soggetti davvero socialmente pericolosi …

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