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Varese ‘città giardino’? Secondo Ebenezer Howard, no!

Commenti (1) Varie ed eventuali

Da sempre – verrebbe da dire – Varese è conosciuta come  la ‘città giardino’.

Ebbene, stando a quanto in proposito scrisse e dettò l’urbanista inglese Ebenezer Howard (1850/1928), teorizzatore del concetto stesso di ‘città giardino’, tale non la dovremmo considerare.

In due successivi studi, infatti, Howard – tra il 1898 con ‘Tomorrow’ e il 1902 con ‘Garden Cities of Tomorrow’ – immagina agglomerati urbani di non più di trentamila anime organizzati in un sistema attorno a una città ‘principale’.

Di tali agglomerati, Howard delinea l’organizzazione spaziale e determina anche l’assetto economico e sociale.

A tale riguardo, “la proprietà del suolo è controllata dalla comunità che ne consente l’uso in diritto di superficie destinando il plusvalore delle anime alla realizzazione di servizi collettivi” (Michael Brawne e Ubaldo Castelli in ‘Il dizionario del sapere moderno’, 1981, Mondadori).

Di poi, il termine fu adottato per indicare città o parti di esse differentemente organizzate e così invero per quanto concerne Varese.

One Response to Varese ‘città giardino’? Secondo Ebenezer Howard, no!

  1. roberto gervasini ha detto:

    Hai perfettamente ragione. Infatti chi è esperto, come Daniele Zanzi, parla da anni di Varese come CITTA’ D I GIARDINI.

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