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Jacques Anquetil

Commenti (1) Sport

Mi stava antipatico, Jacques Anquetil.

Impediva ai nostri (si pensi in particolare a Italo zilioli e Guido Carlesi) di vincere i giri in specie nei primi anni Sessanta.

Poi, che dire della sua costante aria di superiorità, una specie di puzza al naso quasi il confronto con i comuni mortali gli apparisse una deminutio?

E però, che fior di campione, in gradi di stabilire record dipoi eguagliati ma insuperabili.

E’ difatti il primo in ordine di tempo tra i corridori capaci di vincere almeno una volta tutti e tre i giri.

Ed è il primo ciclista che ha fatto doppietta sia Giro/Tour (1964) che Tour/Vuelta (1963).

Mica male, vero?

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One Response to Jacques Anquetil

  1. Silvano Calzini ha detto:

    Anquetil, il vincente più odiato di sempre contro Poulidor, il perdente più amato della storia del ciclismo. Diversissimi, agli antipodi, fatti apposta per essere contrapposti l’uno all’altro. Elegante, biondo, snob, con un viso sottile dal profilo nobile Anquetil, grande specialista delle gare a cronometro e poco portato alla sofferenza; riccioluto, semplice, con una bella faccia quadrata da contadino Poulidor, capace di affrontare ogni difficoltà con una tenacia indomita. Molto più che due corridori avversari, due fenotipi di francese. Una certa Francia, quella ufficiale, quella degli organizzatori del Tour scelse Anquetil, ma la Francia profonda, quella dei tifosi in cannottiera che il 14 luglio sono lì con tutta la famiglia sui tornanti delle grandi salite scelse subito il suo eroe: Poulidor. E per quasi venti anni ha continuato a gridarlo a squarciagola: “Allez Poupou!”.

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