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Il papa? Per quanto possibile, taccia!

Commenti (1) Varie ed eventuali

Scartabellando, rinvengo le righe che qui di seguito ripropongo.

Vergate anni e anni orsono, restano attuali oltre ogni dire.

 

“Uno di quei film per definizione ‘demenziali’, sfortunatamente non più di moda.

La scena incriminata propone le fasi di presentazione di un incontro di pugilato di media importanza etichettato come mille altri ‘campionato mondiale’ per questa o per quella federazione pugilistica (eh, sì, anche la boxe, da decenni, non è più una cosa seria).

Secondo abitudine, sul quadrato, prima del gong, alternandosi, salgono vecchie glorie e personaggi di diversa notorietà.

Fra questi ultimi, annunciato da uno speaker solo per contratto entusiasta ed in verità indifferente, ‘Sua Santità Giovanni Paolo II’.

Ed ecco un sosia di quel grande pontefice che si infila tra le corde, fa un giro, saluta i due contendenti e il pubblico, si prende qualche applauso e via.

Blasfemia?

Dissacrazione?

Bestemmia?

O non, piuttosto, la giusta sottolineatura di un qualcosa che decisamente non va, un avvertimento da prendere molto sul serio?

Fatto è che da quando la maledetta televisione ha reso usuale, volgarizzandola (nel senso etimologico dell’espressione e non solo), la figura del papa, poco a poco, senza che nessuno o quasi se ne accorgesse, l’abitudine a vedere tutti i giorni l’augusto personaggio e a sentirlo parlare di ogni e qualsiasi argomento nonché intervenire su accadimenti a volte persino di scarso rilievo, ne ha minato grandemente considerazione ed autorità fino quasi a renderlo uno dei mille e mille signori che si agitano sulla scena, magari non in primo piano ma verso il fondo, per trovare comunque uno spazio.

Infinitamente meglio la ‘lontananza’ di un tempo.

Infinitamente più autorevoli le poche e lungamente meditate parole di una volta!

One Response to Il papa? Per quanto possibile, taccia!

  1. Enzo Tosi ha detto:

    Vedere il Papa, che si muove con studiata mimica e con voce impostata (ovviamente in maniera pretesca), ogni giorno, su ogni schermo, ad ogni notiziario, è un castigo squisitamente italiota. Nulla di simile avviene in pur cattolicissimi Paesi quali Spagna, Austria, Irlanda, Mexico und so weiter. Dal momento che il popolo, per quanto imbesuito, non si appassiona particolarmente a tali apparizioni, rimane il mistero della pulsione ad infarcirne i notiziari. Magari è semplicemente una maniera abitudinaria per incrementare a basso costo il materiale da mettere in trasmissione. Il Personaggio favorisce il fenomeno, nella convinzione che ciò incrementi il lustro alla Sua Augusta Persona. Inoltre usa l’italiano come lingua internazionale (gliene siamo grati, ha ridato alla nostra lingua il prestigio che essa aveva nei secoli passati, quando spesso veniva usata per trattati internazionali) e ciò, ipso facto, Lo induce a rivolgersi al popolo italiota, occupandosi di operai, massaie, bambini italiani, invece che – a caso – svedesi o filippini. Enzo Tosi.

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