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Il tè, istruzioni per l’uso

Commenti (1) Varie ed eventuali

di Michele Fazioli

Giorni orsono, ho pubblicato su www.maurodellaportaraffo.it un breve intervento (qui riproposto a fondo pagina) nel quale lamentavo le mille difficoltà incontrate per bere una tazza di the (in cotal modo vergato) comme il faut.

Di seguito, le istruzioni in tema ricevute dal carissimo amico Michele Fazioli

 

Caro MdPR,

dal romitorio dove sto (casa, viaggi in treno, tre articoli la settimana su CdT e GdP e poi su rivista, niente più video, letture e letture che compensano l’addio pluridecennale al fumo e l’essere astemio e l’affievolirsi lento dell’urgenza del sensi), ti mando un saluto e una nota sul the, che io ho sempre scritto “tè”, mi dirai il modo più corretto.

Io sono un gran bevitore di tè, ma assolutamente senza limone e anche senza latte: liscio, senza zucchero.

Al presente bevo solo tè cinese, non gradisco quello indiano, odio e rifiuto comunque le sciatte bustine di polvere di tè che ti servono nei ristoranti, dove io, quando non sono a casa e voglio bermi un tè, tiro fuori di tasca una delle mie bustine di seta con le foglioline acquistate nella splendida “L’art du the” di Lucerna (te la raccomando, insieme a tutta la città, di cui ti potrei dire le meraviglie nascoste) e la aggiungo alla cattiva acqua bollente uscita dal beccuccio vaporoso della macchina del caffè del bar.

A casa naturalmente preparo il tè nella teiera mettendo le foglie in un filtro tassativamente non metallico (anche quello lo vendono a Lucerna).

Gusto tè cinesi a dipendenza dell’ora, e la sera se mangio formaggi (anche le elvetiche “fondue” e “raclette”) o del salmone o del pesce, sorseggio il Lapsang Souchong affumicato.

Come vedi, i vizi a una certa età diventano sempre più  quelli delle signore vittoriane.

Un caro saluto

Michele

 

P.S. Indirizzo del negozio di Lucerna, duecento metri lungo il fiume, dopo la splendida chiesa dei Gesuiti dai due campanili a cipolla, purissimo barocco intatto:

www.art-du-thè.ch

 

 

Il the mi ricorda Ned Beatty
di Mauro della Porta Raffo

 

Sempre più difficile, quasi impossibile, in un bar, in un caffè, in giro, bere una tazza di the al latte (altrimenti, col limone, sarebbe ed è sacrilego!) ‘comme il faut’.

The di ogni tipo, tranne quello ‘normale’.

E latte a lunga conservazione, imbevibile.

Ogni volta, quando, malgrado tutto, compio l’errore di ordinarlo, assaggiandolo con disgusto, mi torna alla mente una scena della bella pellicola di Ronald Neame ‘Due sotto il divano’, con Walter Matthau, Glenda Jackson e quello straordinario caratterista che è Ned Beatty.

Ebbene, proprio quest’ultimo, a casa sua, riceve un gruppo di collaboratori.
La moglie, entra nello studio, e portandogli il the gli dice:

“Caro, è come lo vuoi tu, col limone”.

Beatty, sorride, lascia che esca e bofonchia:

“Mi piace da sempre col latte e me lo fa invariabilmente col limone. L’avessi uccisa vent’anni fa sarei già fuori!”

Ecco, se sentite dire, se leggete che ho ucciso un barista…

One Response to Il tè, istruzioni per l’uso

  1. Irene Di Paola ha detto:

    … ma da dove esce questo “the” ?
    In inglese è “Tea”, in tedesco Tee, in cinese “cha”.
    Anche io bevo solo te cinese, dal taiwanese al vero “bai cha” (te bianco rarissimo).
    Irene Di paola

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