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Metello, di Vasco Pratolini

Commenti (1) Letteratura

Sapete?

Quei lunghi momenti che precedono il sonno…

Quei lunghi momenti che possono non finire davvero mai – e ti ritrovi sveglio, sulla pagina, alle luci dell’alba – quando la storia narrata ti prende…

Capita sempre più raramente con le cosiddette novità letterarie, anche se non pochi saggi si salvano.

Ma – che fortuna! – ci sono i libri ai quali ritorno, costantemente ritorno.

E da ieri, a sera, ho di nuovo tra le mani ‘Metello’.

Credo d’averlo letto tredici volte almeno il capolavoro di Vasco Pratolini e la prima praticamente da bambino.

Che storia!

Che protagonista!

Che ambientazione!

Che scrittura!

E quanta felicità nel rileggerlo!!!

One Response to Metello, di Vasco Pratolini

  1. Silvano Calzini ha detto:

    Da ragazzo, durante gli anni del liceo, mi sono preso una cotta per Vasco Pratolini. Ricordo che accennai a questa passione con qualche compagno di classe che mi guardò come un matto e il professore di lettere a cui ne parlai mi condì via con un sorrisetto e un commento del tipo: “Ah, sì, Pratolini, uno scrittore delle piccole cose e della piccola gente”. Offesissimo, tornai alle mie letture sfrenate e solitarie. Con il passare degli anni ho scoperto altri scrittori senza alcun dubbio più grandi di Pratolini e molto più vicini alla mia sensibilità, ma ho conservato una fedeltà di fondo a questa mia passione giovanile.

    p.s. Il suo libro che amo di più è “Lo scialo”, un romanzo che è anche una lezione di storia.

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