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Il Nobel della letteratura a cani e porci ma non a Tolstoi

Commenti (3) Letteratura

Ancora una volta – l’ennesima – il Premio Nobel per la Letteratura è toccato a una (nel caso, una) vera Carneade.

Non mette conto, non vale la pena citarne il nome che tra quindici giorni nessuno più ricorderà.

Sterminato l’elenco dei Grandi che nel tempo la giuria del Nobel non ha preso in considerazione o ha bocciato.

E basti un solo nome: Leone Tolstoi.

Al momento della sua dipartita, il premio era stato attribuito a ben dieci scrittori, tutti evidentementi ritenuti più maritevoli.

Miserie.

Miserie.

3 Responses to Il Nobel della letteratura a cani e porci ma non a Tolstoi

  1. emilio ha detto:

    Leone Tolstoj no. Ma Dario Fo si. Viene da chiedersi come funziona il Nobel. Mi hanno detto che funziona così: viene candidato e poi nominato il soggetto sostenuto da un maggior numero di associazioni. In quali ambienti proliferano associazioni che a volte stanno solo sulla carta? Ecco la risposta. Spiriti superiori come Ramon Pannikar hanno rifiutato di cimentarsi…

  2. Enzo Tosi ha detto:

    Nell’assegnazione del Nobel per la letteratura il punto più immotivato e deprimente fu toccato con la scelta di Dario Fo. Difficile cadere più in basso. Il precedente per squalificare il premio in maniera difficilmente reversibile. Enzo Tosi.

  3. vittorio ha detto:

    Gli eredi di Tolstoj, diretti e indiretti che io sappia, sono 400. Io sono uno degli ‘indiretti’, perché il prozio Ferdinando, fratello di nonno Enrico Storff, il padre di mia madre Milka Storff,nei primi decenni del Novecento frequentava Jasnaja Poliana, l’enorme tenuta con villa-casale patronale che il giovane Lev perse al gioco e poi ricostuì con fatica anni dopo.
    Tutti gli ‘eredi’ si riuniscono ogni quattro anni per decedere come spartirsi gli enormi proventi che ancora oggi producono le opere del grande scrittore russo.
    Io non ci sono mai andato a Jasnaja Poljana, anche perché nessuno mi ha mai invitato, e anche perché cuscodisco, e talvolta suono (malissimo!)il violino che ‘nonno Lev’ ha regalato all’entant podige Milka Storff nel 1909, e tanto mi basta.
    Quanto al ‘Nobel'(premio così chiamato in ricordo e in omaggio all’inventore della nitroglicerina!), se è caduto così in basso perché darlo anche a Tolstoj? Secondo me non ne ha bisogno perché le sue opere stesse sono premi immensi per l’umanità nei secoli a venire.
    Del resto la ‘nobiltà’ dello scrittore russo è testimoniata anche dal fatto che prima di morire nonno Lev (come lo chiamava mia madre),firmò un ultimo testamento preparatogli dai fidi ‘tolstojani’, nel quale lasciava tutto il popolo russo erede e destinatario di tutti i suoi diritti d’autore, mandando in bestia l’adorata moglie Sophja Andreevna, che tanto fece e tanto disfece che il governo russo, allora nelle mani dei bolshevici, nel 1914 dichiarò nullo tale testamento, facendo ritornare i diritti ai legitimi eredi, e fancendo così contenta la ‘terribile’ donna, che morì felice un anno dopo.
    Per saperne di più si può ricuperare in DVD THE LAST STATION, l’ottimo film di Michael Hoffman interpretato da un superbo ottantunenne Chrisopher Plummer assieme al premio Oscar Helen Mirren, dove si racconta che sì, dietro ogni grande uomo c’è una grande donna, la quale però talvolta rende impossibile la vita dell’amato costringendolo a fuggire nottetempo e andare a morire in una stazioncina ferroviaria a quattrocento chilometri a sud di Mosca, ospitato per rispetto in casa dal capostazione. La famosa Ostopovo.
    Quanto a Dario Fo… no comment.

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