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Gianni Motta

Commenti (1) Sport

Da lunedì, Gianni Motta ed io ci diamo del tu.

Al telefono, quando me l’ha proposto, gli ho detto che una qualche emozione la sentivo.

E’ così: ho passato la giovinezza a tifare per lui.

Certo, Felice Giomondi era un duro, incarnava quello che si sacrifica e alla fine vince.

Gianni invece mi ha sempre fatto pensare alla predestinazione, al fatto che (non è assolutamente vero nel ciclismo ma nel suo caso sembrava) si possa vincere senza fatica, di classe, come volando.

Scoperto tramite amici comuni il suo numero, l’ho invitato a Varese per la presentazione della Tre Valli, una corsa che lui ha catturato (“Ogni volta bene”, mi ha detto) in quattro occasioni.

Cercherà di venire…

Vedremo.

Succedesse, gli ricorderei di quella volta che staccò Merckx…

Di quella incredibile fuga dal primo metro al Mondiale…

Del Giro…

Dell’unico Tour portato a termine…

Di chissà cos’altro ancora.

One Response to Gianni Motta

  1. Silvano Calzini ha detto:

    Da bambino sono stato tifosissimo del biondino di Cassano d’Adda. Indimenticabile il Giro d’Italia del ’66 nel quale Motta si liberò della terribile morsa del grande Anquetil e dello scalatore spagnolo Jimenez, compagni di squadra nella Ford.

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