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La gallina non è un animale intelligente

Commenti (1) Varie ed eventuali

di Vittorio Salerno

…mentre Renato Pozzetto sì, è un ‘animale’ di spettacolo di tutto rispetto, e come tutti ‘i comici’, ad un certo punto della carriera si è cimentato in un ruolo drammatico, con disinvoltura, e con quella ‘leggerezza’ che chi è nato per far ridere non si toglierà mai di dosso.
A tutto vantaggio del risultato finale.

Stanotte ho rivisto CASA E BOTTEGA, la minisrie che avevo già elogiato quando andò in onda la prima volta, un paio di anni fa, e me la sono goduta tutta.

A noi registi del cinema dell’impegno civile e della denuncia sociale fa molto piacere costatare che talvolta la Rai o Mediaset ci rubano il mestiere, e mettono in scena personaggi che trenta-quarant’ anni fa avremmo volentieri portato sul grande schermo: i Perlasca, Don Milani, Don Pappagallo, Il commissario Cattaneo, Montalbano, ecc…

In CASA E BOTTEGA si parla disinvoltamente ma con ragione di causa dei molti imprenditori lombardi che portati sull’orlo del fallimento si sono tolti la vita in questi ultimi anni. Ma il Nostro non ci riesce, perché si è procurato una corda troppo lunga (e questo già fa sorridere), e il sasso alla quale si è legato planerà tranquillo sul fondo del lago senza trascinarsi dietro il mancato suicida. Aiutato in vario modo dai familiari riuscirà a denunciare e sconfiggere gli usurai che lo stavano per bruciare vivo, e salverà la ‘sua adorata ‘ azienda, cioè se stesso.

Chapeau ai Pozzetto e a quanti credono che anche la tv d’impegno civile e di denuncia funziona, e complimenti anche alla brava Sarah Maestri, luinese anche lei, che si è cimentata in un ruolo antipatico.

Ma quanti artisti sono usciti da ‘quel ramo del lago Maggiore?

One Response to La gallina non è un animale intelligente

  1. roberto gervasini ha detto:

    Se a LUINO un centinaio di anni fanon avessero costruito una stazione ferroviaria importante non sarebbero arrivati tanti ferrovieri, tecnici, operai FORESTI, anche TERRONI.
    Non si spega diversamente come una cittadina di qualche migliaio di abitanti abbia potuto veder crescere
    Vittorio Sereni, Piero Chiara, Dario Fo, e tutti i comici, per parlare solo dei notissimi. A Brinzio non è successo

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