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La ‘guerra fresca’: una nuova ‘cortina di carta’

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di Giuseppe Brianza

Sarà: ma secondo me una nuova guerra è già scoppiata: ed è una guerra seria, che non si può ora capire dove andrà a parare.

Non è, per ora, una ‘guerra calda’ e neppure una nuova ‘guerra fredda’: ma ha già disseminato povertà e dolore.

Ci sono diversi ‘attori’ e ‘diverse ‘scaturigini’: c’è, per ora, un solo elemento che governa tutto: l’uso della ‘moneta-carta’.

Se ne è fatto un certo uso da parte di alcune nazioni e ora siamo davvero al ‘redde rationem’.

Scomponiamo lo scenario.

USA: la funzione mondiale del dollaro dura da circa 120 anni: da tanto le rotative americane ‘producono’ biglietti verdi, cioè carta: ne hanno stampata talmente tanta per cui il mondo la usa come veicolo principe per gli scambi commerciali e come bene-rifugio da tenere in cassaforte (sotto le diverse specie). E’ stata ed è veicolo d’inflazione ma anche di potere: e sul ‘potere’, si sa, non si accetta tanto volentieri di discuterne e, men che meno, di rinunciarci, seppure ad una sola parte.

Il dollaro USA ha, svalutandosi, generato una inflazione inimmaginabile: soltanto dal 1971 (caduta dell’accordo di Bretton Woods) la sua inflazione ha quasi raggiunto il 4.000%. Ciò significa che se 4.000 individui si presentassero con 4.000 dollari/carta per riscuotere 40 dollari/oro, solo quaranta di essi potrebbero essere accontentati.

Finchè permarrà la ‘fiducia’ nel biglietto verde, tutto regge: ma il giorno che qualcosa si manifestasse contro tale fiducia, potrebbe nascere un cataclisma gigantesco.

 

CINA:        questo è un paese le cui rotative tuttora fumano dal sovrautilizzo che ne è stato fatto.

La violenta espansione economica cinese avvenuta nel solo ultimo ventennio (nuovo corso economico cinese determinato dal XIV Congresso del Partito Comunista Cinese del 1992) ha inizialmente poggiato soltanto su una emissione di cartamoneta da parte della Banca Centrale Cinese inimmaginabile di Yuan (Renmbimbi). E’ stato il trucco fondamentale (insieme al bassissimo costo del lavoro) che ha attirato le multinazionali internazionali che hanno portato velocemente in Cina la tecnologia di cui essa non disponeva.

Si parla di una ‘produzione’ di yuan/carta tre volte superiore a quella sufficiente per il cammino impetuoso che hanno finora fatto: il resto è servito per fare ‘shopping’ di aziende nel mondo che, oggi, nella crisi incombente non riescono a pagare le rate di debito alle banche cinesi: da cui grandissima crisi di liquidità in Cina (le banche private non si prestano più vicendevolmente il denaro); hanno avuto una fortissima crisi finanziaria (ma è soltanto la prima) e sono stati costretti ancora e precipitosamente a stampare altra ‘carta’.

La crisi appare soltanto tamponata: ma dovrà riesplodere.

Hanno chiesto l’ammissione dello ‘yuan’ al circolo delle monete mondiali (US$, €uro): ma gli Stati Uniti si sono precipitati a bloccarli. Commettendo un grosso errore.

Ma i Cinesi, come gli asiatici tutti, vivono di progetti ‘lunghi’: e hanno preparato il loro futuro. Hanno ‘capitalizzato’ il loro straordinario successo economico comprando oro, materie prime, dollari (biglietti verdi) e …debito pubblico americano (titoli di stato americani). Sono i più grandi possessori al mondo di titoli di stato americani dopo la Federal Reserve (FED).

Ma sono i primi a capire che hanno …capitalizzato a rischio.

Ora, con la crisi mondiale, il loro cammino impetuoso si è appannato: i numeri relativi alla loro marcia espansiva appaiono non veritieri, come un po’ tutte le informazioni economiche cinesi (vedi comportamenti della Grecia).

E’ per loro indispensabile che la moneta cinese vagante per il mondo venga ‘trattenuta’ fuori dalla Cina e riconsegnata alle banche per convertirla in dollari o €uro.

A loro farebbe molto comodo una riduzione del valore del dollaro.

In termini di dollari, hanno dichiarato di essere possessori di 1380 miliardi di US$: e recentemente hanno deciso di venderne il 10% (138 miliardi) per sostenere le borse cinesi, in gravi difficoltà: sapevano che si sarebbe trattato di una mossa molto azzardata e così hanno informato preventivamente la Federal Reserve: la quale si è precipitata a comprare quei dollari (titoli americani) per evitare la perdita di valore del biglietto verde.

E’ questa la prima scaramuccia della ‘guerra fresca’.

 

L’atteggiamento generale americano.

E’ di estrema preoccupazione.

Temono la Cina come fondamentale competitore mondiale sia economico che militare. Ma soprattutto ‘finanziario’, quale potenziale distruttrice della fiducia nel ‘biglietto verde’, che per gli USA è cosa peggiore di un bombardamento atomico.

Da tempo, al fine di impedirne il dilagare nel Pacifico, e d’accordo con il Giappone, hanno dislocato la parte più importante della loro flotta militare in una serie di ‘basi’ nelle varie isole del Pacifico, a contorno della Cina: dotate di armi atomiche.

In caso di necessità bloccano il traffico commerciale cinese sostanzialmente marittimo.

Poi hanno precipitosamente intercettato e bloccato per un anno la domanda di ammissione dello yuan al paniere delle valute dps (diritti speciali di prelievo) del Fondo Monetario Internazionale: e questo per la CINA è uno schiaffo pesantissimo.

Non appare esistere una strategia americana diversa da quella del ‘pied’arm’ e ‘pronti ragazzi a menare le mani’: ma questa è la ragione della debolezza americana che poggia su una ‘fiducia’ nel biglietto a verde sempre più a rischio.

 

La RUSSIA.

E’ in crisi: ma è pur sempre un gigante: e poiché è in crisi (il rublo continua la sua corsa a scendere insieme col prezzo del petrolio) è veramente pericolosa, in quanto detentrice di una tecnologia di tutto rispetto.

Il regime di sanzioni imposto dagli USA e dall’Europa alla Russia spinge quest’ultima a difendere interessi molto simili a quelli cinesi: e già si vedono effetti concreti.

La Russia è già coinvolta insieme con la CINA in un gigantesco progetto (La Nuova Via Della Seta) che potrebbe vanificare gli sforzi di accerchiamento nel Pacifico da parte USA.

 

La ‘guerra fresca’.

Ecco: ora si comincia a capire il perché di questa situazione ‘bellica’ del tutto speciale: pericolosissima: potrebbe degenerare facilmente (vedi problema di Formosa).

Il resto del mondo non ‘cuba’: può solo subire: ma se il ‘dollaro’ viene appena appena intaccato nella sua credibilità, allora potrebbe derivare una valanga: e addio ‘guerra fresca’.

 

Giuseppe Brianza

7 settembre 2015

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