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Migranti, barconi, aerei e telefonini

Nessun commento Varie ed eventuali

di Enzo Tosi

Alcuni quesiti in ordine a problemi connessi all’immigrazione.

Come ho scritto in una precedente nota, non capisco come possa accadere che un “barcone” navighi nella maniera che quelli sopra coperta arrivino sani e salvi mentre quelli sotto coperta crepino a decine asfissiati o per cause in ogni caso connesse al fatto di venire compressi sotto.

E che, una volta detto “barcone” entri in contatto con mezzi di soccorso e, dunque, autorità italiane, nessun procuratore si adoperi per incriminare i soprastanti di omicidio ai danni dei sottostanti.

Questi migranti, pur accomunati in vicende drammatiche, si dividono in individui di serie A (più dinamici, più forti, prepotenti, con maggiori risorse economiche per pagare un pedaggio privilegiato) ed individui, guarda caso prevalentemente donne e bambini, di serie B (deboli, con meno quattrini etc).

Dunque quelli di serie A non esitano a calcare la tolda sotto la quale tengono rinchiusi con il loro medesimo peso quelli di serie B.

I quali arrivano defunti, dando luogo alle tragedie, che inducono il Pontefice a fare le passerelle a nostre spese, gettare corone di fiori ed a pregare.

Putacaso io, Mauro ed alcuni amici effettuassimo una traversata di diporto, chiudendo sotto coperta durante la medesima un certo numero di altri passeggeri, che, a causa di ciò, perissero, verremmo ipso facto incriminati ed imprigionati allo sbarco.

Come mai, nel caso dei “barconi”, tutti quelli sopra coperta vengono “accolti” e non sono soggetti al minimo cenno d’indagine, men che meno incriminazione, nel mentre che quelli sotto, causa la compressione dagli stessi soprastanti esercitata, sono sì accolti ma nelle bare?

Una particolare forma di buonismo, un preventivo perdono di massa, ovvero i procuatori non si accorgono?

Secondo quesito: per quale insondabile ragione centianaia di migliaia di trasmigranti pervengono alle terre promesse via mare sui ”barconi” o via terra con mezzi pedestri e vengono “accolti”, mentre altrettante migliaia di persone seguono penosa disciplinata buracratica trafila presso i Consolati e spesso di vedono negato il visto?

E come mai i viaggiatori a livello terrestre e marittimo, pagando pedaggi complessivi di mediamente € 10.000, quando pervengono alle meta possono entrare, anzi, “venire accolti”, come Merkel e Mattarella sollecitano, mentre coloro che viaggiassero in aereo, spendendo oltre dieci volte meno (e non rischiando di perire), verrebbero inesorabilente respinti alla frontiera?

Dove risiede la differenza tra frontiere marittime e terrestri da un lato ed aeree dall’alto?

Non sono tutte frontiere di Stato?

Siamo di fronte ad un assurdo, del quale nessuno parla.

Inoltre: quando un Mattarella, uomo del quale ammiriamo la profondità di pensiero, si esercita sul dovere dell’ “accoglienza”, si rende conto di ciò che va dicendo?

Che intende costui per “accoglienza”?

Uno “hallo”, pacca sulle spalle, coperta (una delle strane coperte dorate immediatamente distribuite a migliaia ai “migranti” anche quando la temperatura è di + 37° C, chi sa chi ci fà il business?), orsacchiotto, inoltro verso qualche forma di residenza a carico del contribuente o sparizione nel nulla?

Vale a dire: quando uno parla di “accoglienza”, sa quello che dice?

Infine: ai cittadini italioti, che desidarno aprire una SIM telefonica, viene richiesta una fila di documenti, identità, c. f., prepagamento etc.

Gli immigrati ricevono un telefonino (che botta di culo!) e dunque relativa SIM prepagata ma nessuno sa chi siano, come si chiamino, dal momento che la maggior parte di loro si sbarazza dei documenti, diniega la propria identità o ne fornisce una di fantasia.

A che è dovuta una tanto evidente disparità di trattamento “telefonico” tra italioti ed immigranti, a favore di questi ultimo?

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