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La Chiesa oggi? Un’organizzazione a finalità assistenziale e basta!!!

Commenti (3) Varie ed eventuali

L’aborto è perdonato da chiunque e comunque.

I divorziati sono ammessi alla comunione.

L’annullamento del matrimonio può essere pronunciato dal vescovo.

La Chiesa di Bergoglio – e d’altra parte basta ascoltarne la gnagnera e vederlo all’opera – è ridotta al rango e ai compiti di un qualsiasi ente assistenziale con finalità vagamente sociali.

Dal punto di vista religioso, a che serve?

3 Responses to La Chiesa oggi? Un’organizzazione a finalità assistenziale e basta!!!

  1. Alice Gregorini ha detto:

    Il papa Bergoglio è ispirato davvero dallo Spirito Santo e sta portando avanti un rinnovamento della Chiesa auspicato da tutti da molto tempo. Perché due brave persone che hanno costruito una bella famiglia devono venir respinti come malfattori dalla Chiesa solo perché reduci, spesso incolpevolmente, da un precedente matrimonio naufragato? I veri peccati da colpire e mettere al bando sono altri: sono lo sfruttamento dei lavoratori, la distruzione del territorio, la cattiveria verso il prossimo, il disprezzo verso la vita degli altri che viene messa in pericolo da condizioni di lavoro assurde. L’aborto è da condannare certamente ma fa bene il nostro caro papa Francesco a dare il perdono a quelle donne che vi hanno ricorso perché spinte da condizioni molto difficili e se ne pentono amaramente!

  2. Luigi Tirelli ha detto:

    Caro MdPR,

    io non sopporto Papa Bergoglio, ma quanto alle Sue affermazioni, sono del tutto inesatte: 1) l’aborto, come tutti i peccati, è perdonato solo in caso di pentimento; 2) i divorziati non sono ammessi alla comunione (però è vero che Francesco, con le sue ambigue dichiarazioni, ha ingenerato una gran confusione); quanto al potere del vescovo di dichiarare nulli i matrimoni, trattasi in realtà di un ritorno al passato; per sua natura, infatti, ogni vescovo in quanto tale ha potere giurisdizionale (è giudice, insomma), anche se poi nel corso dei secoli la competenza a giudicare dei matrimoni è passata ad appositi tribunali, che non sono in ogni diocesi. Con queste nuove disposizioni – che peraltro disciplinano la procedura e NON le cause di nullità del vincolo – la potestas judicandi viene in realtà restituita a ciascun vescovo.

    Saluti

    Luigi Tirelli

  3. Luigi Tirelli ha detto:

    ERRATA CORRIGE

    Caro MdPR,

    anch’io devo fare parziale ammenda; le nuove norme in materia di procedura sembrano tuttavia modificare – agli occhi di molti commentatori cattolici – anche il diritto sostanziale. Infatti con il motu proprio di Bergoglio viene citata la mancanza di fede dei nubendi quale possibile causa di errore o simulazione nel consenso e dunque di nullità del vincolo; ora, poiché l’assenza di fede prima non era mai stata considerata ragione per dichiarare invalide le nozze, e infatti il matrimonio con un ateo o con una persona di diversa religione è sempre stato considerato validissimo dalla Chiesa, ne è derivato l’allarme di alcuni commentatori per una possibile valanga di ricorsi, e non solo a seguito dell’abolizione della doppia conforme.. In certi commenti ora si parla addirittura di possibile scisma sulle questioni del matrimonio.. Certo è che – fermo restando quanto detto sopra sull’originario potere giurisdizionale dei vescovi e il fatto che tuttora la comunione ai divorziati non viene data – l’azione di Papa Bergoglio di confusione ne ha creata.

    Luigi Tirelli

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