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Migranti e diffusa criminalità

Commenti (1) Varie ed eventuali

di Enzo Tosi

Nel traffico di migranti (i quali, secondo chi li denomina, cambiano appellativo: “disperati”, al contrario ricchi di speranza, se no non farebbero ciò che fanno; “profughi”, da che, considerato che solo una minoranza fugge veramente da aree di guerra; “clandestini” und so weiter) gli attori criminali sono non pochi.

A Milano, porta Venezia, l’area cittadina di massimo concentramento di africani, gli eritrei sanno benissimo – chi sa se pure la P. S. conosce – dove trovare “agenti”, cui pagare ca. € 10.000 per far loro organizzare la “transferta” di un congiunto dall’Eritrea verso Italy, sia via terra ma, comunemente, anche via aria (le vie del Signore sono infinite).

Diversi sono dunque i soggetti decisamente criminali.

Ma che dire dei migranti medesimi, quelli che, potendo pagare di più, vengono fatti accomodare sulla tolda dei barconi, mentre i soggetti più deboli, economicamente e fisicamente, tra cui donne e bambini, vengono stipati come sardine sottocoperta.

Dove – non occorre molto per intuirlo – sono destinati a morte per soffocamento.

I migranti, che si trovano sopra, non hanno scrupoli  nei riguardi di coloro che essi medesimi con la loro massa stanno calcando sotto.

Ma quali sentimenti spingono costoro?

Io, tu, uno dei lettori, riuscirebbe a viaggiare in una modalità di consapevolezza che, mentre egli sta in ogni caso viaggiando e resistendo “sopra”, “sotto” lui si trova una massa di soffocanti?

Ma chi sono costoro, che poi inscenano manifestazioni perchè il rancio non è di gradimento?

One Response to Migranti e diffusa criminalità

  1. Giorgio da Varese ha detto:

    Chi siano in verità lo scopriremo,i semi in gran quantità sono sparsi sulla terra,che cosa nascerà, noi non ne siamo a conoscenza…tranne il gestore del lungo braccio che ha già destabilizzato mezzo mondo.
    Da come si organizza il carico di persone nel barcone libico,chi viene posto con la forza delle armi nella stiva ha il compito della zavorra ,mantenere il barcone in verticale bilanciando il peso di chi viaggia sopra all’aria aperta.onde evitarne l’ovvio capovolgimento,se le genti zavorra si muovessero si agitassero farebbere capovolgere il barcone ,per questo se sono mezzi asfisiati ,o morti la “zavorra è sicura”
    Come si possa classificare con tal sicurezza, di chi ora li classifica quando diventano italiani,che codesti neri non siano crinìminali di guerra saccheggiatori che vengono accolti in massa senza nulla sapere di loro….si presume che chi ha rubato denari ed ucciso viaggi sopra il barcone….i deboli nella zavorra a secondi le loro regole. Di certo tra loro molti avanzi di galera in fuga.

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