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Gimondi, 50 anni fa in giallo a Parigi

Commenti (1) Sport

Lo conoscevo bene, visto che allora l’oggi dimenticatissimo e trascurato Tour de l’Avenir era una cosa seria seguita giorno per giorno quasi al livello del vero Tour de France.

Felice Gimondi aveva dominato quella corsa a tappe nel 1964 e, passato al professionismo, era arrivato terzo in quel 1975 – la bellezza di cinquant’anni fa – al Giro d’Italia.

Avrebbe dovuto riposare, ma fu richiamato in squadra per la improvvisa defezione di un suo compagno.

Come i grandissimi, conquistò la Grande Boucle al primo tentativo.

Lo celebro oggi, dopo averlo rispettato enormemente quando correva.

Rispettato, ho scritto, perchè mai mi è riuscito di amarlo.

Ecco, Gimondi è sempre stato una persona – non solo un ciclista, perbacco – molto rispettabile di fronte al quale, pur non conquistati, non si può che inchinarsi!

One Response to Gimondi, 50 anni fa in giallo a Parigi

  1. Silvano Calzini ha detto:

    In quegli anni io facevo il tifo per Gianni Motta, ma bisogna ammettere che Gimondi è stato un grande. Per le sue vittorie, ma anche per le sue sconfitte. Come quella memorabile di Mendrisio al Mondiale del 1971, Alla fine si trovarono in fuga lui e Merckx e all’ultimo giro misero in scena un duello alla “mezzogiorno di fuoco”. Eccoli lì affiancati sull’ultima salita tra due ali di folla, spalla a spalla, nessuno dei due voleva cedere un centimetro all’altro. Gimondi sapeva di essere battutissimo davanti a un Merckx semplicemente mostruoso, ma quel giorno mise un mattone fondamentale per costruire la sua leggenda e scrisse una lezione di vita da memoria che andrebbe insegnata nelle scuole.

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