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Suggerimenti per fare bella figura, sul piano culturale, sotto l’ombrellone

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Pancia in dentro e petto in fuori, addominali ben disegnati, sottomenti, seni e labbra liftati o ritoccati…

Basta tutto questo per fare bella figura al mare?

Non occorre, forse, qualcosa di più, che so, sul piano culturale per pavoneggiarsi nei confronti del vicino d’ombrellone e lasciarlo basito?

Ecco allora, in forma di domanda e risposta, alcune stranezze assolutamente ignote ai più che potrete usare, particolarità che sarà difficile rinvenire su internet.

 

1 – Come mai il 12 ottobre 1582 in molti Paesi cattolici nessuno ha festeggiato il novantesimo anniversario della scoperta dell’America?

2 – Visto che di feste andiamo parlando, perché il 25 dicembre del 151 d.C. a Roma non si è ricordato il Natale?

3 – Gli anni sono formati da trecentosessantacinque o (i bisestili) trecentosessantasei giorni. Ne è mai esistito uno molto più lungo e perché?

4 – Perché, pur essendo Barack Obama il quarantaquattresimo capo dello Stato USA, gli uomini che lo hanno preceduto sullo scranno presidenziale sono quarantadue?

5 – Perché non esiste l’anno zero?

 

Quanto al primo quesito, il giorno che avrebbe dovuto essere ricordato come il 12 ottobre 1582 non è mai ufficialmente nato.

E’, infatti, proprio nel citato anno che, conseguenza della riforma del calendario voluta e decisa da papa Gregorio XIII, per rimettere le cose a posto (la precedente, la ‘giuliana’, operata da Cesare nel 45 aC, aveva portato ad una sfasatura di dieci giorni tra anno civile e anno solare), al giovedì 4 ottobre fece direttamente seguito venerdì 15 ottobre.

Tra i giorni ‘perduti’ anche, quindi, quello nel quale cadeva il novantesimo anniversario della scoperta dell’America.

La modifica ebbe applicazione pressoché immediata nei Paesi cattolici nel mentre gli altri si adeguarono mano mano.

 

Passando alla seconda domanda, è addirittura fin verso il trecentotrenta dopo Cristo che il Natale a Roma non si festeggia il 25 dicembre.

Se poi si guarda alla Chiesa d’Oriente, si dovrà attendere ancora una cinquantina d’anni.

Fatto è che diverse erano in precedenza e a seconda dei luoghi le date nelle quali si celebrava l’evento (sei gennaio, ventuno o venticinque marzo, diciassette aprile…).

La scelta del 25 dicembre, quasi certamente, è conseguente alla riconosciuta necessità in Roma di contrastare la festa del ‘Sole invitto’ o del dio Mithra ancora molto seguita dai quiriti.

 

Riguardo al terzo quesito, il già citato 45 avanti Cristo durò tra i quattrocentotrentuno e i quattrocentotrentatre giorni o addirittura quattrocentocinquantasei (le testimonianze in merito divergono e quella che secondo alcune interpretazioni porterebbe alla durata maggiore è dello storico Svetonio).

Fu necessario procedere in tal modo per rimettere a posto una prima volta (la definitiva sarà quella giuliana di cui sopra) il calendario e far coincidere l’anno solare con quello civile.

I dati sui quali in precedenza si operavano i calcoli per la bisogna erano come si vede grandemente errati.

 

Quanto alla quarta domanda, molto semplicemente, uno (e uno solamente) dei predecessori di Obama – precisamente, il democratico Grover Cleveland – è stato eletto a White House due volte non consecutivamente (nel 1884 e nel 1892 avendo perso le elezioni del 1888 contro Benjamin Harrison) ed è conseguentemente conteggiato, pur ovviamente restando un’unica persona, sia quale ventiduesimo che quale ventiquattresimo presidente.

 

Infine, allorché, nei primi decenni del sesto secolo dopo Cristo, il monaco scita Dionigi il Piccolo riformò il calendario prendendo come cardine l’anno della nascita di Gesù, da lui erroneamente (ma questo è un altro discorso) fissato al 753 dalla fondazione di Roma, denominò uno avanti Cristo il precedente e uno dopo Cristo – e non ‘zero’ – quello della venuta al mondo del Signore.

Fatto è che lo zero, all’epoca, era ignoto all’intero mondo romano.

Usato dagli indiani nella ‘numerazione posizionale’ e in seguito dagli arabi, lo zero, per così dire, ‘arrivò in Europa’ solo nel 1202 allorquando Leonardo Fibonacci, grande matematico pisano, pubblicò il suo ‘Liber abbaci’.

Non conoscendo l’esistenza dello zero, Dionigi non ne tenne conto.

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