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Quando fui ordinato monaco zen

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di Antonio Cosentino

Anni fa, era il 1983, andai a Lierna – allora in provincia di Como, ora di Lecco – per un servizio sullo Zen.

L’occasione mi fu offerta dall’ordinazione di una ventina di monaci, presenti oltre trecento praticanti, convenuti a scaglioni. Tra questi c’ero anch’io, poiché frequentavo a Milano il “tempio” del gran cerimoniere Fausto Guareschi, oggi settantenne, che avrebbe poi avuto come “discepolo” anche Vittorio Sgarbi. Ma, come vedremo, non fu in quell’occasione che fui “ordinato” monaco.

La cerimonia dell’ordinazione dei Venti avvenne – udite, udite – nel seminario cattolico S.Antonio Maria Claret, diretto da Padre Franco Incampo, desideroso di approfondire da vicino lo studio della filosofia orientale..

Ricordo che nella mattinata precedente il rito ci fu l’ennesima “meditazione” con gli apprendisti monaci seduti in posizione yoga e in file ordinate, direi militaresche, tra i quali mi ero mimetizzato, avvolto nella tonaca d’ordinanza.

Davanti – in mezzo e rivolto verso la vasta platea – Fausto Guareschi, pronto a impartire saggezze e rispondere alle domande.

Ne proposi una pure io, non ricordo quale. Fausto Guareschi, dopo aver risposto, mi disse, sorprendendo i presenti “Adesso, di domanda, te ne faccio una io”.

Al che replicai: “Allora io, per rispondere, vengo al tuo posto…”.

Altrettanto immediata la sua replica: “Sì, ma tutti comunque guarderebbero nella mia direzione, non nella tua”.

Prontezza e saggezza orientale.

Alla riunione di Lierna, tutto sommato, pur essendoci andato in altra veste, è il caso di dirlo (il servizio fu pubblicato sul “Giornale” il 14 agosto 1983), non ero poi del tutto estraneo poiché sette anni prima, secondo una prassi consolidata, io stesso ero già stato “consacrato” monaco Zen.

Per qualche tempo, infatti, frequentai a Milano un centro che avrebbe visto passare molti personaggi dello spettacolo, tra cui Valentina Cortese e Renato Pozzetto. Parola del monaco che lo dirigeva, Tairyu (“Dragone universale”), assistito dalla moglie Kusen (“Profumo universale”).

Enzo Jannacci, che ebbi occasione di intervistare per altri motivi, confermò: “Ho fatto zen con il maestro Tairyu, me l’ha presentato Gianmarco Moratti, è stata un’esperienza molto interessante. Ci sono cose per noi ostiche, ma è un altro mondo”.

Anche la cantante Giovanna mi dichiarò: “Lo Zen mi ha dato sensazioni bellissime, mi ha rivoluzionato completamente”.

Il capo spirituale dello Zen in Europa era allora il maestro Deshimaru (1914-1982) venuto apposta dal Giappone (sede a Parigi) per diffondere quella filosofia.

Il maestro Tairyu (sempre lui, il “Dragone universale”) mi spiegò: “Se lei va da Deshimaru e gli dice: voglio diventare monaco, il maestro le risponde: sii monaco, e lei è monaco”.

– E’ vero dunque che anche un semplice monaco Zen può ordinarne altri?

– “Chiunque può ordinare. Anzi io personalmente, seduta stante, la ordino monaco, che lei voglia o non voglia”.

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