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Giancarlo Mazzuca, Indro Montanelli

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Segnalo il libro che Giancarlo Mazzuca ha dedicato a Indro Montanelli. Mazzuca a settembre lo presentarà a Varese in uno dei miei ‘Salotti’ e dipoi con il sottoscritto a Lugano

Giancarlo Mazzuca, Indro Montanelli

Uno straniero in patria

 

Prefazione di Roberto Gervaso
IL LIBRO

Il vocione profondo, gli occhi azzurri brillanti come se avessero, dentro, una luce propria, le mani che roteavano nell’aria, quasi a catturare l’attenzione dei presenti: sono trascorsi tanti anni dalla sua scomparsa, ma Indro Montanelli è vivo nei miei ricordi e nei miei pensieri.

«Sono il peggiore dei direttori, eccettuati tutti gli altri» diceva di se stesso, o anche «Sono un direttore di bandiera: la mattina mi issano sul pennone e sventolo», ma per noi, che lo abbiamo avuto direttore al Giornale prima, e alla Voce poi, è stato davvero unico. Quasi un padre spirituale, sebbene non avesse mai voluto avere figli, perché diceva con quell’aria che era solo sua, tra il cinico e lo scherzoso, «non sai mai chi ti metti in casa».

Giorno dopo giorno, fin quando sulla Voce calò il silenzio, proprio vent’anni fa, Indro ci ha ammaliato con i racconti, a volte anche romanzati, della sua vita di grande inviato, di testimone di un’epoca che è già ieri, ma che resta oggi grazie ai suoi scritti. I protagonisti del Novecento, affrescati da lui, ci venivano incontro, di nuovo vivi e pulsanti, grandiosi o miseri nella svelata umanità.

Ho voluto, così, raccogliere quegli aneddoti che Montanelli ci regalava in redazione, forse per combattere la banalità della cronaca quotidiana quando diventa routine, o in quelle felici serate in certi ristoranti toscani, dove mangiavamo pappa al pomodoro condita con fantastiche storie. È il mio tardivo omaggio a un uomo indimenticabile che ha, comunque, cambiato le nostre vite. Spero solo che da lassù, nel paradiso dei giornalisti dove sicuramente si trova, non mi fulmini con un: «Oh, bischero, cosa hai scritto?».

Giancarlo Mazzuca, romagnolo di Forlì, è stato con Indro Montanelli al Giornale, come caporedattore economia, e alla Voce, come vicedirettore. È stato direttore del Resto del Carlino, del Quotidiano Nazionale e oggi è alla guida del Giorno. È stato inviato del Corriere della Sera e vicedirettore di Fortune. Ha scritto diversi libri, tra cui La Voce di Indro Montanelli, Il leone di Trieste (con Claudio Lindner), Eredi (con Paolo Mazzanti), La Fiat da Giovanni a Luca (con Alberto Mazzuca), I faraoni (con Aldo Forbice), La Resistenza tricolore (con Arrigo Petacco), Sangue romagnolo (con Luciano Foglietta), Compagni di Camera, Il compagno Mussolini (con Nicholas Farrell), La vita oltre l’euro (con Ernesto Preatoni). Ha vinto premi giornalistici e letterari come il Boccaccio dedicato a Montanelli, il Saint Vincent, Il Campione, il Guidarello, il Silone, il Pannunzio, l’Acqui Storia e il Gianni Brera alla carriera.

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