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Perchè l’Islam non si è diffuso in America

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Cinquanta milioni!

Questo l’impressionante numero di neri africani strappati alle loro terre e imbarcati a forza sulle ‘navi negriere’ che hanno – molti morendo durante il viaggio – coattamente traversato l’Atlantico verso le Americhe nei lunghi secoli che vanno dall’immediato dopo ‘scoperta’ all’Ottocento.

I portoghesi per primi, poi gli spagnoli, poi anche francesi, olandesi e inglesi gli ‘importatori’.

Gli iberici, ovviamente, nella direzione dei Paesi latino americani.

Specifiche le regole dettate dalla corona spagnola al riguardo.

La più importante?

Per ‘commerciare’ con le terre d’oltreoceano gli schiavisti dovevano essere muniti di una speciale concessione reale: l’asiento.

La più significativa guardando all’oggi e ai problemi che derivano dall’arrivo in Europa e in particolare in Italia di immigrati di religione mussulmana?

Dovevano i futuri schiavi provenire da regioni del Continente Nero nelle quali l’islamismo non fosse diffuso, meglio pertanto se fossero stati ‘prelevati’ nell’Africa meridionale.

Per quanto non esplicitamente, alla medesima determinazione in relazione alla fede dei neri da ‘importare’ giunsero gli inglesi colonizzatori e dipoi gli statunitensi del Sud.

Questa una delle ragioni, se non la principale, per le quali la religione maomettana non ha attecchito nel Nuovo Mondo.