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Milan? Il cimitero degli elefanti!

Commenti (3) Sport

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Torna Ancelotti a condizione di poter contare su Ibrahimovic.

Ma sì, fatevi del male voi del Milan.

Un allenatore alla frutta e un giocatore in pensione.

Evviva!

3 Responses to Milan? Il cimitero degli elefanti!

  1. Carmine Ferrara ha detto:

    Ahimé, purtroppo è la dura verità.

  2. Carlo Cavalli ha detto:

    Caro Mauro, con sconfinato rincrescimento mi sento di doverti dare ragione.
    Il sopracciglio del Carletto è sempre più smaccatamente proiettato verso le rughe della fronte , certo anche per i lievitanti sconforti madrileni. Ovviamente quelli di carattere calcistico , non essendosi deteriorato il quadro della mistica finanziaria.
    Un allenatore alla frutta, con il pizzicato aspro sapore delle amarene contornate dal decadente nettarino delle albicocche un po’ brocche.
    Lasciando perdere le solite banane troppo mature, over – potassio nel virulento nerume della buccia.
    Quanto a Ibra , le minestre riscaldate non funzionano più, almeno da quando sono sparite dalla scena le provvide regie delle nostre nonne.
    E poi le sue fiondate cominciano ad essere troppo piene di tatuaggi , che alla sfera di cuoio rischiano di far tirare le cuoia.
    Lo Zingaro, orami, è più da naturalistico parco siculo che da gladiatorio campo parigino.
    Aggiungerei un’ultima cosuccia, domenicale con una sfumatura da lunedì senza il commento del parrucchiere.
    Se il Cavaliere si smarrisce a Segrate , finendo boccaccescamente nello strascico di una Festa PD , aumentano le possibilità – all’invero tragiche- che il Nostro cominci a confondere la maglia rossonera con quella neroazzurra.
    Orca Paletta, la mia tristezza monta se noi ammainiamo il Destro davanti ai loro Mancini.
    Honda su Honda , crescono i miei spostamenti progressivi del dispiacere.
    Nel cimitero degli elefanti, c’è una piccola corrosa lapide, in un angolino protetto da un salice piangente che resiste al cupo barrito del vento.
    E’ la lapide di un tifoso , subdolamente ucciso dai lipidi, che recita , con ermetica efficacia : ” Vissi il fasto delle imprese dei campioni, morii nel nefasto periodo delle comiche dei carpioni”.
    Un corroso, inesploso , dolente e autentico milanista.

    Carlo Cavalli.

  3. Carlo Cavalli ha detto:

    Caro Mauro, dopo inenarrabili fatiche , i Nostri sono riusciti ad occupare la colonna di sinistra della classifica.
    Mica dei finferli da risotto scotto, i Nostri.
    Dei miei quattro amici abbonati, è sparita ogni traccia.
    Da tempo, ormai, deviando dallo sciabordio di Vecchioni, erano transitati da ” Luci a San Siro” a “Truci a San Siro”.
    Al ritorno dalle partite, volti corrucciati, sguardi attoniti ed increduli, diffusi tremolii al pomo d’Adamo e soprattutto zigomi emaciati , per via dei pugni gratuiti propinati dalla avversaria di turno.
    Sono soprattutto preoccupato per il Marietto, che sopra il comodino ostenta, con inossidabile orgoglio, una sveglia che ha la faccia di Gullit , con le lancette quasi protese alla rovesciata, per augurarti, al risveglio, una geniale giornata.
    Il Marietto l’ha presa proprio male e soffre , da un paio di mesi, di Pippite.
    La Pippite è una brutta bestia : una pervicace infiammazione del colon – con inquietanti ripercussioni alle occhiaie- che si combatte solo con una buona colla, ovviamente non liquida.
    Meglio una colla di pesce, ottenuta dalla vescica natatoria degli storioni.
    Ma quella dello storione è un’altra storia di epiche vittorie rossonere.
    Quando risalivamo il fiume per deporvi le uova della vittoria , affinché altre vittorie nascessero, per leccarci i bargigli.
    Del Marietto è rimasto un messaggio, direi delirante, sotto un fermacarte acquistato nella Rivera Ligure, che lui, in Riviera, non ci andava.
    “Ci basterebbe un decimo di Van Basten con la stampella per ritrovare il senso della dignità. Addio ed evitate che la polizia indaghi alla Inzaghi, perdendo definitivamente la traccia. Marietto ,rossonero perfetto”.
    Cala il sipario, dissolvenza.
    Dilaga la disappetenza, anche davanti ad un evanescente piatto di pasta e Cerci.
    E che il Folletto del Pallone ci restituisca un po’ di magica polverina.

    Carlo Cavalli.

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