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Ah, quando c’era Nisca… La ‘nobile’ Varese del tempo che fu!

Commenti (3) Varie ed eventuali

Verso la fine degli anni Novanta.

A Milano in corso Sempione, nella sede meneghina della RAI.

Di lì a poco, saremo in diretta.

D’accanto, il conte Crespi, uomo di classe, celebre viveur, esperto di bon ton e di eleganza.

Si volta verso di me e chiede:

“Visto che lei è di Varese, è ancora aperto Nisca?

Pensi, per almeno vent’anni ho comprato proprio da Nisca le mie giacche.

Meglio di molti negozi londinesi, sa?”

Ecco, mi si accuserà di ricordare solo i negozi della nobile Varese di non poi molti anni fa (e Nisca era uno dei tanti all’epoca in cui sotto i portici del centro non si vendevano mutande e robaccia).

Ma, d’altra parte, non è proprio guardando alla sparizione o quasi (quelle rimaste fanno riferimento a catene e sono tutt’altro) delle boutique, delle ‘botteghe’ di classe che si coglie il declino, il drammatico declino economico della città e dei suoi abitanti?

E cosa mai hanno fatto, quali iniziative hanno intrapreso le varie amministrazioni succedutesi negli ultimi venti/trent’anni a Palazzo Estesnse per opporsi, tentare di opporsi alla rovina?

3 Responses to Ah, quando c’era Nisca… La ‘nobile’ Varese del tempo che fu!

  1. Carmine Ferrara ha detto:

    Girare per Varese oggi mette tristezza, ma non solo per la chiusura di negozi di un certo tono nel centro storico, purtroppo anche le zone semi centrali sono interessate da una desertificazione commerciale impressionante.

  2. Giorgio ha detto:

    E diamo la stura ai bei ricordi….Aspetto sempre che un certo varesino che ne possiede l’arte…fissi su carta quella trentina d’anni post ultima guerra mondiale onde rispecchiare con la precisione dell’orafo la bella Varese,spontanea,genuina dei tram,delle genti oneste che non chiudevano la porta a chiave,i vari rioni dove tutti si conoscevano e si salutavano,le poche ma bellisime ragazze che passeggiavano vanitose,scontrose,serie,che innevitabilmete tutti si giravano ad ammirare….e basta….ovviamente qualche corpivendola non mancava “la bionda dalla spider rossa”…quà e la molti personaggi noti anche per il solo aspetto uno per tutti il porticaro John Wine…per concludere avevo l’impressione di una Varese grande palcoscenico dove tutti recitavano la loro parte per le capacità possedute,Nisca,Valenzasca,Verga,il famoso farmacista “versatile”suonatore di chitarra,Il Zamberletti,il Caffè Pini,le sale cinematografiche affumicatissime……basta così…nostalgia del passato….gelida tristezza del presente.

  3. Idillio Pozzi ha detto:

    ….e che dire del Bar Leoni, del tram Varese-Ispra, delle locomotive Varese-Como, del Grand Hotel su Campo dei Fiori, i Floor Show al Cinema Impero, il Manicomio di Bizzozzero….C’era un tempo (Gallia Cisalpina) che il Varesotto attuale era abitato da orsi e lupi conviventi con le tribù Etrurie che hanno poi risvegliato i sentimenti della Lega di fierezza e orgoglio di stirpe dimentichi che appena sotto il Po, poco lontano, fioriva la splendida Civiltà Etrusca.

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