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Vivere il lusso 4° parte

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Sfumature (sostantivo di moda) che fanno la differenza tra  alberghi e ristoranti buoni e quelli di lusso

di Franco Molteni

Anche in questo frangente mi baso su esperienze personali.

Recentemente a Roma  ho sperimentato e confrontato il servizio di un albergo di Lusso sito su uno dei colli di Roma e quello del quale da anni usufruisco in uno degli alberghi da me preferiti, il Villa d’Este di Cernobbio.

Fine primavera a Roma.

Serata stupenda che fa presagire un tramonto da sogno sulla città eterna.

Ho prenotato la cena con mia moglie al ristorante dell’albergo, situato all’ultimo piano che garantisce un panorama mozzafiato.

Per godere lo spettacolo del calare del sole, il nostro orario di prenotazione è quello dell’apertura del locale ed in tale attesa ci apprestiamo a consumare un aperitivo.

Ci invitano a raggiungere il “giardino”.

Prima delusione.

Il bar è sistemato sul retro dell’albergo in un cortile circondato da muri di sostentamento delle pareti declinanti  il famoso colle romano.

Il sito sarebbe accettabile considerata la forzata limitazione dello spazio, ma abbiamo avuto occasione di vedere belle terrazze anche in spazi ristretti ma adeguatamente ornate da un giardino un pensile, lontane un miglio  dallo spoglio arredo romano.

Un  confronto poi col giardino del mio albergo preferito, qui proprio non esiste.

Seconda delusione: ordiniamo il Bellini.

Non l’abbiamo è la risposta.

Se volete vi portiamo il  “Rossini“.

Terza delusione: l’aperitivo mi viene servito  assieme a qualche nocciolina ed oliva con dei tovagliolini di carta!

Finalmente lasciamo il “giardino” pregustando la cena con la vista del tramonto dal ristorante.

Devo purtroppo continuare con le delusioni:

= Arredamento secondo me pacchiano, ma è un gusto soggettivo quindi non vale.

= Stuzzichino, pre cena, omaggio dello chef, servito senza adeguata posata per poterlo gustare. Posata portata solo dopo averne fatto richiesta.

= Scambio di bicchiere nel servire acqua naturale e gasata. Basterebbe mettere sotto uno dei bicchieri dell’acqua un tovagliolino per distinguerne il contenuto.!

= Rabbocco dei bicchieri per l’acqua ed il vino, fatto saltuariamente in autonomia dai camerieri, il più delle volte  fatto solo dopo mia richiesta.

= Prima di servire il dolce il tavolo non è stato pulito dalle briciole.

In alcuni dei miei ristoranti preferiti viene cambiata  l’intera tovaglia.

= Camerieri distratti  forse anche perché  nei tempi morti facevano “comunella” per raccontarsi i fatti loro ed anche sorriderne  talvolta.

Per me non è un albergo di Lusso!

Per fortuna il solo panorama è valso il caro prezzo pagato.

 

Nel giudicare la qualità del servizio di un ristorante ho imparato ad osservare che:

= La bottiglia del vino e dell’acqua devono essere depositate per la mescita nella vicinanza del tavolo e non posate sullo stesso. Se lo spazio del locale non lo consentisse il cameriere le deve  piazzare di fianco, non nel mezzo del tavolo la qual cosa disturberebbe il conversare degli ospiti.

= Il vino rosso importante, invecchiato, deve essere travasato prima di servizio per la giusta ossigenazione e versato nei giusti bicchieri a boccia.

= Imperdonabile poi servire del vino che sa di tappo. Basta annusarlo all’apertura della bottiglia per accorgersene.

= Il personale di sala nei tempi morti deve stare sempre allerta alle esigenze del tavolo loro assegnato ed intervenire sempre coi tempi giusti.

= Il personale non deve  avere comportamenti “confidenziali”  coi clienti.

Un mio amico, mitico direttore di locali di Lusso e che mi coccola al massimo quando sono ospite nei suoi locali,  una volta mi ha detto:

”  .. quando lei è nel mio ristorante è un ospite ed io devo essere al suo servizio ed il mio intervento deve essere improntato alla massima discrezione. Solo fuori di qui, potremmo bere e cantare assieme come due amici. ”

= Il ristoratore del lusso deve tenere sempre presente una soluzione alternativa accettabile per il cliente cui non si può negare ospitalità anche se si presentasse all’ultimo minuto, senza prenotazione. Dovrà essere capace di allestire un tavolo di riserva da qualche parte,  magari  anche in cucina vicino allo chef che lo servirà poi  direttamente.

= Il Proprietario, il direttore o lo chef se si recano per un saluto al tavolo di un eventuale ospite amico o conoscente, deve spostarsi poi  ai tavoli di tutti gli altri avventori per chiedere  della loro soddisfazione.

= quando capita che venga servito un piatto non riuscito (classica la “seduta / sgonfiamento” del soufflè, per es. ) il ristoratore di classe, lo fa rifare e non lo metterà in conto al cliente ma glielo offrirà in omaggio.

 

Quelli sopra sono alcuni dei parametri che io utilizzo per giudicare la qualità del servizio di lusso in un locale,

Logicamente la qualità del cibo è importante ma per quella il giudizio è soggettivo e quindi variabile.

Ci sono poi dei locali che sono localizzati in posti così meravigliosi che la qualità del cibo ed il servizio, solo in questi frangenti, passano in secondo ordine.

 

La Vostra prossima visita ad un ristorante potrà permettervi di verificare quali parametri uniti a vostri ulteriori giudizi personali, sono sati rispettati e quali no e di conseguenza sarete in grado di stilare una vostra lista personale di preferenze.

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