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Expo Milano 2015: la certezza dell’incertezza del Post Expo

Commenti (1) Varie ed eventuali

di Edoardo Croci

Segnalo la mia intervista a OrizzontEnergia del 28 maggio 2015 su opportunità e criticità dell’EXPO 2015.

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One Response to Expo Milano 2015: la certezza dell’incertezza del Post Expo

  1. Pier Luigi Caffese ha detto:

    1.molti mesi fa ,abbiamo iniziato una ricerca-interviste virali su internet in tutto il mondo, chiedendo:”secondo il vostro parere al Post Expo di Milano è preferibile costruire un campus universitario o un campus digitale industriale?”
    2.le risposte sono state molto positive per il Campus digitale industriale e negative per il Campus Universitario se non si rinnova con labs e incubatori,vendendo tecnologie.
    3.Quasi tutti hanno confermato che il miglior Campus che abbina industria e Universita’ è il KIT tedesco di Francoforte che ha un fatturato annuo di 950 milioni
    4.Nelle interviste gli esperti interpellati ci hanno dato numerosi consigli su come progettare un Campus digitale industriale e devo ringraziare Verizon,Cisco,la Fondazione Rockfeller,il MIt,Stanford,il MITI giapponese che ci hanno dato indicazioni utili che riassumo nel seguito.
    5.Molti politici milanesi e lombardi hanno optato per un Post Expo Campus Universitario ma se vogliamo far sviluppare l’occupazione giovanile sarebbe molto piu’ utili un campus digitale aziendale aperto agli studenti del V anno di qualsiasi Liceo per capire la nuova fabbrica digitale
    6.Molti esperti hanno espresso parere negativo su Campus Universitari messi alla periferia delle città perchè invece devono stare con la città anche per rilanciare la cultura della città
    7.il trasloco universitario che si vuole fare da Citta Studi a Rho per 15.000 studenti è sconsigliato dagli esperti sia per l’isolamento del Campus Universitario a Rho,sia per i danni che tale trasloco produce a Città Studi.Danni che i Comitati di zona valutano in un miliardo annuo.
    8.Consiglio ai decisori politici del Post Expo di riconsiderare il progetto di semplice Campus Universitario,inserendo al suo posto un Campus digitale industriale.Questo Campus risponde in pieno alle esigenze di Confindustria-Assolombarda che vorrebbe al Post Expo una simil silicon valley.Ma Rocca deve capire che non abbiamo i 20 miliardi annui per farla girare ed allora dobbiamo usare la nostra intelligenza e rifondare il progetto silicon valley mettendo molto piu’ digitalee tecnologie collegate,senza burocrazia di inutili piattaforme o biblioteche digitali del progetto Vago.
    9.Perchè un Campus industriale digitale?
    Se il test di Milano funziona,ho gia’ progettato altre 19 Resilience Smart Communities in 19 Regioni per 800.000 posti e 24 miliardi di ricavi annui.Il Post Expo si assesta su 60.000 posti e 5 miliardi annui di ricavi,cioe’ 5 volte il KIT.Gli investimenti sono di 1,5 miliardi per Milano e 20 miliardi in 20 Regioni,fondi da me richisti via EIB-CDP.
    L’infusione della tecnologia digitale in tutti gli aspetti dell’azienda richiede un nuovo approccio nell’identificazione e nello sviluppo delle opportunità. La banca latinoamericana utilizza “traduttori” che operano nel punto di incontro di linee di business e IT; l’azienda immobiliare ha introdotto il ruolo di “business partner”, una sorta di nuova generazione del ruolo di analista aziendale tradizionale. Questi sono “specialisti digitali integrati nelle linee di business che partecipano ai meeting, aiutano a definire i piani di azione, e si assicurano che i progetti siano in linea dal punto di vista strategico così da operare rispettandoli”

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