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Foto dallo spazio ‘colorizzate’

Commenti (2) Varie ed eventuali

Avete in mente quelle bellissime, suggestive foto dallo spazio che rappresentano, che so?, pianeti, deserti marziani, quello che vi viene alla mente?

Ebbene, sono false, falsissime!

Le foto ‘vere’ appunto dallo spazio sono rigorosamente in bianco e nero e vengono ‘colorizzate’ da esperti attraverso l’uso di procedure particolari.

La fotografia, teoricamente rappresentazione del reale, è in verità quasi sempre – tranne le istantanee, rarissime – falsa!!!

Evviva.

2 Responses to Foto dallo spazio ‘colorizzate’

  1. Mattia Munari ha detto:

    Buongiorno, mi permetto di dissentire. Bisogna distinguere le fotografie come quella esposta e le immagini da radiotelescopi oppure a una specifica lunghezza d’onda.
    Le fotografie sono reali anche se di reale è un po’ strano parlare visto che la pupilla umana si dilata al massimo tra i 5 e i 7 millimetri e quindi scherma la luce che porta alla percezione del colore alle basse luminosità. Il telescopio orbitante ha un diametro di 2,4 metri e quindi raccoglie circa 480 volte la luce che potrebbe raccogliere un occhio umano.
    A volte vengono scattate in bianco e nero per sfruttare una migliore definizione dello stesso laddove il colore è inutile.
    Quando i sensori CCD a colori erano appannaggio di pochi in quanto ultracostosi, si potevano lo stesso ottenere delle immagini a colori reali acquisendo 3 pose (è riduttivo parlare di scatto e di fotografia istantanea) anteponendo al sensore per ciascuna un filtro di ogni colore primario. In questo caso sommando ciascuna immagine ottenuta nei tre canali fotografici, si ottiene un’immagine a colori naturali. (che poi è quello che fanno le attuali macchine fotografiche e ciò succedeva anche con la pellicola)
    Le immagini astronomiche sembrano strane per diversi motivi, uno dei quali è che i telescopi più potenti sono tutti riflettori, quindi non filtrano la luce e la riflettono completamente, mentre nell’attrezzatura fotografica abbiamo lenti che filtrano e bloccano certe frequenze luminose. Il CCD poi è molto sensibile a delle frequenze luminose che l’occhio umano non è in grado di percepire e la pellicola fotografica non era in grado di catturare. Questo produce una maggior sensibilità sull’infrarosso, che le lenti filtrerebbero, responsabile di quel fastidioso procedere dal rosso al bianco passando per un magenta che rende le foto innaturali.
    Dietro ogni immagine astronomica c’è sicuramente tanto e tanto lavoro di elaborazione ma più per ridurre i disturbi che le lunghe pose portano a una tecnologia che è poco più che decennale e che in ambiti così particolari ha superato di gran lunga la resa dei sali d’argento delle pellicole.
    Per concludere le uniche immagini che sono “finte” sono quelle relative alle mappature radar di pianeti che non permettono l’esplorazione tramite sonde (venere) ma che hanno una valenza come quella delle cartine geografiche fisiche (colore che corrisponde ad altitudine) per facilitarne la lettura e l’interpretazione. Allo stesso modo le immagini che vengono dai radiotelescopi cercano di riprodurre secondo lo spettro visibile all’occhio umano una serie di frequenze nel campo delle onde radio.
    Pertanto non tutte le immagini sono colorate ad arte, in realtà le immagini nel visibile a colori sono realistiche. Poi se si vuole discutere di cosa sia reale in un arte che è raffigurazione della realtà come la fotografia potrebbe essere un capitolo a parte.

  2. Enzo Tosi ha detto:

    Siamo colpiti dal rigore espositivo del sig. Munari. Enzo Tosi.

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