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Vivere il Lusso, 3a parte

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La mancia “posticipata” e “parametri per gli standard di servizio”

di Franco Molteni

Già che siamo  al “Club 21” mi ricordo i vantaggi  nel tempo di “una mancia posticipata” elargita al Capo Barman del locale, la prima volta cui sono stato ospite assieme ad un  amico affezionato cliente.

In quel tempo nel locale c’erano due differenti bar, uno grande  all’interno della sala ristorante ed un più piccolo allestito nelle sala  riservata ai  “cocktails” serviti  accompagnati da eccellenti “stuzzichini” che aumentavano la sete dell’avventore con conseguente riordino di bevande.

(Il secondo piccolo bar ora non è più operante).

Era estate e chiesi a Michael, il barman, se poteva prepararmi un  Bellini con la pesca fresca.

Lo fece più volte ed alla fine, gratificandolo, di fronte a tutti, dissi che Michael mi aveva preparato il  miglior Bellini di New York, superiore perfino a quello originale servito all’Harry’s Cipriani in Fifth Avenue.

Lo salutai lasciandogli un lauta mancia.

Tutte le volte che sono ritornato per un aperitivo Michael, se era stagione, senza che io ordinassi, mi ha sempre servito il Bellini fatto con la  pesca fresca.

Questo speciale rapporto  con il Barman mi salvò da una sicura brutta figura con una mia importante cliente che amava frequentare solo locali chic di Manhattan.

Invitatala  per cena, le diedi  appuntamento per l’aperitivo al Club 21.

Dieci minuti prima dell’ora fissata entro da solo nel locale e mi presento alla reception per il tavolo prenotato nell’area cocktail in attesa della mia ospite.

Il direttore mi squadra e mi dice che non sono accettabile perché indosso sì giacca e cravatta ma, purtroppo,  sopra i jeans.

Panico!

La mia brutta figura è assicurata e decisamente  inopportuna dato la persona che sto aspettando.

Mentre sto ancora discutendo col direttore, per mia fortuna,  appare Michael che mi riconosce e mentre mi da il benvenuto gli spiego il problema.

Parla col direttore e mi fa accomodare  ad un tavolo in posizione  defilata che potrebbe anche apparire come una seduta riservata e privilegiata perché separata dalla massa dei clienti.

Lì accoglierò la mia cliente che apprezza in pieno l’ospitalità.

La generosa  mancia “posticipata” a Micheal è  più che meritata.

 

Con l’occasione ricordo che la maggior parte del personale di sala ha una ottima memoria ed è fisionomista e quindi il suo comportamento nei nostri confronti, il più delle volte, sarà condizionato dai buoni o cattivi ricordi che ha di noi.

Ed a proposito di cattivi ricordi, mi permetto dare il seguente suggerimento: NON litigate mai con alcuno di loro perché la vendetta nel riserbo della cucina può essere tremenda.

Se proprio  esasperati, lasciate il tavolo senza preavviso, andate alla cassa, pagate, uscite e cancellate il locale dal vostro elenco.