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Vivere il Lusso, 2a parte

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Le mance  “anticipate  e nel durante”

di Franco Molteni

Per imparare a “vivere il lusso” oltre avere buoni maestri è importante apprendere anche dalle esperienze personali che si avranno incontrando individui che non lo sanno vivere o lo vivono male.

Basta non seguire il loro comportamento e fare l’esatto contrario.

Una delle lezioni più eclatanti sul genere, me la impartisce sempre un mio simpatico conoscente di New York, molto ricco e di gran gusto per quanto riguarda il suo lavoro nel settore della moda, ma un disastro nel godere il lusso che si potrebbe, permettere.

Ha il cosiddetto “braccino corto” ed allora, tutte le volte che mi invita nel suo bello e lussuoso appartamento di Manhattan, mentre gustiamo l’aperitivo prima della cena, sapendo che mi piacciono le “steaks” americane, senza alcun imbarazzo, di fronte a me, chiama al telefono  almeno tre delle migliori  “steak houses” di New York chiedendo loro il  prezzo ed immancabilmente sceglie quella che ha fatto l’offerta più bassa e, quando mi guarda, sembra dirmi, “vedi come sono astuto”?

Io so già che poi sul taxi che ci porterà al ristorante troverà il modo di litigare con l’autista  (la scusa più frequente sarà quella che riguarda il cattivo mantenimento dell’interno della vettura) così che la mancia al taxista sarà sotto il  minimo in uso oppure, nelle discussioni più roventi, con qualche rischio alla sua incolumità, non sarà data del tutto.

Al ristorante, sempre nel tentativo di limitare la mancia al cameriere, alla fine della cena, troverà sicuramente qualcosa da ridire sul servizio o sul conto che esamina con grande attenzione.

Proprio in una delle ultime cene un cameriere, infastidito dalla vivace discussione, gli ha reso la pariglia portando al mio ospite il richiesto  “doggy bag”, informandolo che oltre alla parte avanzata della sua gigantesca bistecca, aveva aggiunto anche altri avanzi di cucina, rendendo così il contenuto del sacchetto commestibile solo per un “cane”.

Lo spettacolo alla fine  mi diverte sempre e per la verità, tutte le volte, mi aspetto vada in scena.

Giustifico poi il comportamento del  mio attore perché ha in sé geni etnici antichissimi, molto sensibili al danaro.

 

Quanto detto mi porta a parlare delle mance che possono essere “anticipate, nel durante o posticipate.”

Le mance per vivere il lusso sono indispensabili.

Negli Stati Uniti, se non precisato sul menu che i prezzi sono comprensivi del servizio, sono obbligatorie e vanno da un minimo del 10%  in su e non le intasca la proprietà del ristorante ma vengono divise fra il personale, come parte dello stipendio, che di base in genere è poco elevato.

 

Lusso è anche poter disporre di un tavolo riservato al ristorante per la colazione e la cena, per tutto il periodo di permanenza in albergo, in una posizione di nostro gradimento magari per la particolare vista del panorama, o magari per la  posizione appartata ecc…

Questo fra l’altro risparmia la talvolta inevitabile attesa nelle ore di punta.

Lo stesso per  l’ombrellone e le sedute sulla spiaggia.

In questi casi, la lauta mancia anticipata ai direttori è indispensabile.

Lo stesso quella per i portieri d’albergo che, se “invogliati”, risolvono quasi tutti i vs. problemi di logistica o prenotazioni  di spettacoli, ristoranti  ecc. anche all’ultimo minuto.

La generosa e comunque adeguata “mancia anticipata” in genere, come tutti sanno, aiuta ad ottenere il raggiungimento dell’obbiettivo  prepostoci.

 

La mancia “nel durante” è meno frequente.

Il caso più emblematico che io ricordi mi è successo (e spero ancora succeda malgrado la recente aumentata frequentazione del locale da parte di turisti extra europei non avvezzi ai particolari ) è di qualche anno fa a cena nel famoso ristorante presso l’Hotel Savoy di Londra, “Simpson’s in the Strand”, aperto nel lontano 1828 come coffee house per i gentiluomini  Inglesi dell’epoca.

Nel 1848 John Simpson lo trasformò in ristorante dove servire cibo e bevande di altissima qualità.

Introdusse il servizio di grossi tagli di ottima carne su carrelli con vassoi d’argento ad ogni singolo tavolo, tagliando la carne di fronte agli ospiti.

La tradizione vorrebbe che, prima di accomodarsi  al tavolo per la cena, ci si fermi per uno “cherry” al bar.

Quando arriva il carrello delle carni, spinto da un cameriere, accompagnato da un collega che servirà in tavola,  diventa determinante  la mancia “nel durante” per lo Chef tagliatore della carne che sull’entità della mancia  deciderà il grado di qualità del  vostro taglio.

 

Suggerisco un’altra divertente mancia da elargire  “nel durante”, se deciderete di cenare al famosissimo ed esclusivo ristorante  “Club 21” di New York.

La balaustra, sopra l’ingresso, è caratterizzata da statue multi colorate di ventuno fantini che nel tempo furono donati da clienti che erano anche importanti allevatori di cavalli da corsa.

E’ necessario per gli uomini indossare giacca e cravatta, altrimenti non vi faranno accomodare.

Il locale è stato aperto nel 1930 ed è frequentato da sempre dalle personalità più famose dello spettacolo, della cultura, degli affari, dello sport, della politica  ecc. che hanno il privilegio di sedere possibilmente allo stesso tavolo da loro scelto durante la prima visita.

Per esempio, qualche anno fa ho cenato nel locale, seduto poco distante il tavolo dell’ex Presidente degli Stati Uniti, Clinton.

(Fra l’altro con un apparato di sicurezza limitato e molto discreto).

Il ristorante ha conservato  una delle più famose “speakeasies ( lett. parlare sottovoce)”  praticamente un bar clandestino utilizzato al tempo del proibizionismo, per una selezionatissima rosa di affezionati clienti  che li si trovavano per bere alcolici.

Si può chiedere al cameriere di accompagnarvi a visitarla.

Dopo la mancia, vi condurrà  attraverso le cucine del ristorante fin giù nello scantinato.

Giunto di fronte ad un muro di mattoni, infilerà una lunga asta di metallo in un buco segreto, posto all’intersezione di alcuni mattoni, che fa scattare una serratura così che il muro magicamente ruoti su sé stesso e permetta  l’ingresso nella cantina dove anche oggi, nelle celle, sono conservati con tanto di etichetta identificativa,  le partite di vini  scelti ed acquistati  da famosi clienti e li custoditi per essere serviti alla prossima loro visita.

Da qualche anno è possibile, dietro il pagamento di una grossa cifra, riservare una sala da pranzo o cena allestita all’interno dello  “spekeasies.”

Una mancia “nel durante” secondo me ben spesa.