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Vittorio Salerno a proposito di ‘Pietro Mennea – La freccia del Sud’

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Il treno ad alta velocità che ci porta dal sud al nord in poche ore, non lo sapevo, ma è stato così chiamato in ricordo e in omaggio a Pietro Mennea, uno dei più grandi campioni sportivi italiani di tutti i tempi, e il film tv che l’ha fatto rivivere (e conoscere ai giovani e ai distratti) è appena andato in onda adesso, su Rai1 (sono le 11, 20 del 30 marzo 2015).

Un film vero e proprio con tutto quello che serve, non una piccola fiction, magistralmente diretto dal bravo Ricky Tognazzi, del quale avevo già apprezzato il debutto, ‘Ultras’ e lo splendido ‘Canone inverso’, per ora il suo capolavoro.

Un film fortemente voluto dall’attore Luca Barbareschi, che ne è anche il produttore, assieme a Rai Cinema, oltre che uno degli interpreti.

Bravo anche al giovane Michele Riondino, che interpreta con misura e incisività il famoso velocista.

Bravi tutti, “bene gli altri”, come scrivevano i critici teatrali qualche anno fa…

Ma quello che mi ha colpito di più è stato il ‘messaggio finale’ del film, sintetizzato in una battuta che il grande antagonista russo Boris dice a Mennea verso la fine del film: “Non avevo paura di te, ma della tua tenacia…”

In un mondo tanto appannato, (forse a me sembra così perché sono anzianotto), distratto dalla politica, dal terrorismo, dalle beghe quotidiane, un mondo nel quale i giovani sembrano vivere come in apnea in un acquario che potrebbe scoppiare da un momento all’altro, riproporre un esempio di tenacia, e volontà così forte e vero, mi ha rimesso il sangue in circolazione alla grande, e mi ha fatto ancora apprezzare la magica forza del cinema, quando di vero cinema si parla.

Chapeau!

Vittorio Salerno