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Sant’Ambrogio Olona, Varese: degrado e desolazione

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“Ti ricordi?

Maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, fino a metà ottobre: vita vissuta, in allegria e fino a tarda sera.

Le ville aperte.

Le feste, in villa, appunto.

Gli alberghi, i due alberghi (!), pieni.

I bar, i caffè, le gelaterie, i tavolini all’aperto…

Le strade ricche di negozi, l’uno dopo l’altro e di ogni tipo…

Mai una saracinesca abbassata.

E la gente in giro, sempre e sorridendo.

E il cinema dell’oratorio al sabato e alla domenica.

E la chiesa strapiena, messa dopo messa.

E le strade pulite, bene asfaltate.

E l’amicizia, certo!

 

Se davvero ti ricordi, è bene tu non metta più piede a Sant’Ambrogio.

Ti si stringerebbe il cuore.

Non starò a farti l’elenco delle cose che sono cambiate, di quelle che non vanno.

Sterminato, quell’elenco.

 

Certo, i tempi sono diversi.

Certo, molte e complesse le ragioni.

Ma i varesini, le amministrazioni varesine tutte, e in specie quelle a noi più vicine negli anni, cosa hanno fatto – qui come altrove, qui come dappertutto – per cercare di fermare il degrado?

Nulla.

 

Sant’Ambrogio, quindi?

Ripeto: meglio tu ne stia lontano, vecchio amico mio”.