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Lupi licenziato: carezze e schiaffi

Commenti (1) Varie ed eventuali

di Ludovica Carlesi Manusardi

Allora Renzi ha restituito carezze al presidente dell’Anm, come richiesto.

Ha licenziato Lupi.

Altro che riforma della giustizia!

Altro che separazione delle carriere!

Altro che primato della politica!

Altro che separazione dei poteri!

Tutto come da copione: quando magistratura chiama la politica risponde e si adegua.

Questa volta tuttavia c’è una differenza.

Lupi non è indagato e allora per giustificare il fatto di averlo abbandonato al suo destino in modo goffo e ipocrita si invoca la nuova formula “opportunità politica”.

Chi stabilisce il limite dell’opportunità politica?

Riflettiamo.

Non è opportuno che Francesca Barracciu, indagata per spese pazze nella regione Sardegna, dia le dimissioni da sottosegretario; così come non è opportuno che De Luca e De Magistris, indagati e condannati in primo grado si dimettano, anzi; e lo stesso si può dire per Davide Faraone, Giuliano Poletti e tanti altri.

Mentre l’opportunità ha funzionato per Clemente Mastella, per Nunzia Di Girolamo.

E’ fuorviante pensare che ci siano due pesi e due misure?

Si fa peccato a constatare che gli amici godano di un particolare riguardo?

Per restare nel merito tutti sanno che il ministero gestito fino a ieri da Lupi è un ministero con la emme maiuscola, un ministero complesso e che quella del ministro degli Affari pubblici è una poltrona che fa gola a tutti, dove si possono fare Affari privati.

E speriamo che Renzi non lo assegni a un magistrato.

E’ sotto gli occhi di tutti che le opere pubbliche in Italia costano due- tre volte quelle fatte in altri paesi, e che i tempi di realizzazione siano biblici, e non da ieri, da sempre.

Che i costi vengano rivisti in corso d’opera, sempre al rialzo.

Anche se una giustificazione esiste: conformazione geologica particolare, orografia complessa, eccetera.

Diciamo anche che Lupi, nella migliore delle ipotesi, è stato un ingenuo.

Come si fa a compromettersi per un orologio, un vestito, una telefonata?

Tuttavia una telefonata e un orologio in regalo non sono reato almeno fino ad oggi e speriamo mai.

Vogliamo anche dire però che un ministro dovrebbe essere consapevole di quello che succede nel proprio dicastero, dovrebbe controllare ex post quello che è stato realizzato, in che tempi, con quali costi, avere una visione d’insieme, e che delegare ad altri, ai burocrati e ai cosiddetti tecnici le opere decise non lo esonera dall’esercitare un’azione di monitoraggio continuo.

Chiediamo troppo?

E allora ecco la peggiore delle ipotesi: molti ministri non sono all’altezza, può essere una spiegazione?

Non dico che per andare al ministero dello sviluppo occorre essere un ingegnere, ma invece di fare la madonna pellegrina nei talk show – cosa che vale per tutti – i politici e i ministri dovrebbero almeno studiare documentarsi, confrontarsi con altre esperienze.

Già ma studiare costa fatica.

Per tornare infine alla magistratura aspettiamo di vedere cosa viene fuori dal cilindro delle intercettazioni.

Sembra una recita a soggetto.

Come sostiene Carlo Nordio la corruzione non si combatte con l’inasprimento delle pene, con l’allungamento dei tempi di prescrizione;la corruzione si combatte semplificando norme e leggi, si combatte diminuendo i tempi per ottenere un permesso, eliminando passaggi inutili e dannosi che alimentano invece la corruzione.

E infine quando diventeremo un paese normale come tanti, come tutti, un paese nel quale la magistratura inquirente è sottoposta al ministero di Grazia e giustizia; un paese in cui solo i giudici sono veramente indipendenti?

Quando verrà eliminato quell’obbrobrio dell’obbligatorietà dell’azione penale che piace tanto ai politici manettari?

Quando verrà impedito che intercettazioni finiscano sui giornali anche quando non hanno alcuna rilevanza penale?

Ministro Orlando, restiamo in attesa.

Ludovica Carlesi Manusardi

One Response to Lupi licenziato: carezze e schiaffi

  1. Ferrara Carmine ha detto:

    La vicenda Lupi, oltre alla ingenuità dimostrata dal Ministro (?), francamente sconfortante, ha messo in evidenza la politica del “doppiopesismo” del nostro Renzie il quale, per l’occasione, ha coniato la formula “dell’opportunità politica”: francamente un comportamento che non sta in piedi. Lupi non era neppure indagato. A me non era simpatico ( come i membri di Cl in generale ), però l’uscita di Renzi mi ha lasciato veramente basito. Voglio pensare che, dopo averci dormito sopra, prenda in considerazione di tornare sulle sue decisioni e ripulire il Governo da tutti i sottosegretari indagati. Mi parrebbe il minimo da fare.

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