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La Tanzania è un Paese più serio dell’Europa Unita

Nessun commento Varie ed eventuali

di Enzo Tosi

Nella Storia dell’Umanità si sono ricavati un posto conquistatori spietati, tiranni sanguinari, despoti ma anche personaggi saggi ed equilibrati.

Il continente africano in tempi recenti ne ha fornito due esempi. Nelson Rolihlahla Mandela, che ha saputo lottare duramente contro l’apartheid e, conseguiti i suoi risultati, governare la transizione alla convivenza e collaborazione di popoli diversi nell’àmbito della Repubblica del Sudafrica.

Altro esempio Julius Kambarage Nyerere, baba ya taifa, Padre della Patria della Tanzania (in kiswahili “taifa” significa “popolo”, “nazione”, di conseguenza “patria”).

Nyerere era chiamato Mwalimu (= il maestro, era maestro elementare).

Passando dalla lotta anticoloniale, alla decolonizzazione, al regime socialista, alla democrazia ha governato un Paese che, come tutti i Paesi africani, è composto da decine di tribù ed etnie, riuscendo a costruire una base costituzionale che ha garantito, esempio quasi unico, una situazione di assenza di scontri e guerre interne.

La Tanzania è un Paese povero.

Vi convivono sotto lo scudo costituzionale varie religioni, confessioni cristiane, islàm, religioni tradizionali.

Il terrorista britannico, Muhammad Emwazi, il tagliatore di teste, coltello a mano libera, protagonista dei video propagandistici dell’ISIS, poté muoversi liberamente in tutta Europa e Medio Oriente, andare e venire, salire e scendere da aerei.

Nessuna intercettazione, nessun fermo.

Ad un certo momento si è presentato in Tanzania, volendo raggiungere Al Shabaab, la fazione di fondamentalisti che spadroneggia nell’ex Somalia Italiana.

Bene: la polizia tanzaniana lo ha brancato e sbattuto fuori dopo pochi giorni.

Che la Tanzania sia un Paese serio?

Julius Nyerere

Julius Nyerere

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