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Bianca come il latte rossa come il sangue

Commenti (1) Cinema, Stroncature

di Massimo Bertarelli

(Italia, 2012) di Giacomo Campiotti con Filippo Scicchitano, Aurora Ruffino, Gaia Weiss, Romolo Guerreri.

Genere: commedia – Durata: 1.42 – Voto: 3

Torino.

Il sedicenne Leo (Filippo Scicchitano), figlio di romani trapiantati, frequenta di malavoglia la terza liceo e s’appassiona solo al calcetto.

A scuola freme per una rossa di quarta, la francese Beatrice (Gaia Weiss), ma non ha il coraggio di dichiararsi.

Esattamente come la sua compagna di classe Silvia (Aurora Ruffino), che lui considera un’amica e basta.

Il destino è in agguato.

Terrificante commedia giovanilistica, tratta da un romanzo di incomprensibile successo, che affastella tutti i luoghi comuni sul primo amore, aggiungendovi, a tradimento, un tumore senza speranza e una spruzzata di ricerca della fede.

Una “Love story” per under diciotto o un “Anonimo torinese” anziché veneziano, che cerca di strappare le lacrime ai più teneri di cuore.

Tra i tanti personaggi ridicoli, spicca il prof di Lettere Luca Argentero, lontano cugino del Robin Williams de “L’attimo fuggente”, che non si fa mai la barba, ma in compenso tira benissimo di boxe.

Probabilmente perfino Totti conosce la data della scoperta dell’America.

One Response to Bianca come il latte rossa come il sangue

  1. vittorio ha detto:

    Non ho visto questo film e non intendo vederlo dopo aver letto questa critica negativa, perché stimo molto il collega varesino Giacomo Campiotti, (che non ho il piacere di conoscere personalmente), per aver scritto e diretto uno dei più bei film sulla Madonna: MARIA DI NAZARETH che il regista ha voluto fosse interpretata dalla berllissima e bravissima Alissa Yung, che un pò ricorda la deliziosa Madonna del GESU’ DI NAZARETH di zeffirelli. La miniserie di tre ore andata in onda su Rai1 pochi anni fa. Ma Campiotti, è un vorace e prolifico regista e sta godendo di un momento di gloria (vedi BRACCIALETTI ROSSI, prima e seconda serie , ecc..) e i registi troppo prolifici a volte fanno una scivolata… ammesso che di una scivolata si tratti.
    Vittorio

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