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Ti ricordi di Billy Peacock?

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Non che possa giurarlo, ci mancherebbe.

Ma sarei disposto a scommetterlo.

Era la Settimana Incom che veniva proiettata nell’intervallo di ‘Bulli e pupe’.

Un incontro di pugilato di rara violenza rappresentato in una trentina di secondi.

Raul Raton Macias, accettato a viso aperto il confronto col rivale, veniva fulminato con un terribile sinistro da Billy Peacock.

Billy Peacock, mi piaceva il nome.

Suonava bene per un undicenne.

Decisi di seguirne le imprese.

Allora, attraverso in specie Il Corriere Lombardo o La Notte, si poteva.

Magari in piccolo, in un angolo, i risultati degli incontri di pugilato che si svolgevano in America, perfino di quelli che avevano luogo in Australia o in Oriente, erano riportati.

Relativamente bene per un paio d’anni abbondanti, direi.

Alti e bassi ma non poche vittorie per il mio Billy.

Poi, dal 1958 e potrei dire precisamente il giorno, per lui le luci si spensero.

Una lunga, infinita serie di sconfitte.

A chiudere, tre terribili ko di fila.

Ed ebbero il coraggio di fargli incontrare il giovane e fortissimo Eder Jofre, il ‘gallo d’oro’: un’esecuzione.

Peacock se n’è andato una quindicina d’anni fa, finendo in disparte e povero come spesso capita ai battant.

Ho sempre pensato che avrei dovuto fermarlo io.

E’ una delle mille cose che avrei dovuto fare e non ho fatto!

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