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Le tasse e la conquista del Messico

Commenti (1) Varie ed eventuali

La storia del mondo vista attraverso le tasse?

Certo che si può raccontarla così.

Guardiamo alla caduta degli Aztechi, alla fine del loro impero.

Sbarcato che fu, Hernan Cortes poteva contare su poco più di cinquecento uomini e per quanto questi fossero meglio armati mai sarebbe riuscito a prevalere se non appunto per le tasse.

Fatto è che gli Aztechi imponevano fortissimi balzelli (oltre alla consegna di persone per i sacrifici umani) ai popoli del regno a loro sottomessi.

Trovò quindi facilmente alleati in popolazioni che col suo aiuto volevano liberarsi dalle tasse!

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One Response to Le tasse e la conquista del Messico

  1. Enzo Tosi ha detto:

    A noi italioti per ribellarci ad un potere che ci opprime con le tasse e cercare alleati per prevalere manca un aspetto fondamentale : la richiesta di sacrifici umani. E’ difficile che questi vengano richiesti e, di conseguenza, gli italioti mai si ribelleranno alle tasse. Continueranno a pagarle (anche nella fattispecie occulta, ad esempio, delle multe per eccesso di velocità di 5 km/ora, rilevati quotidianamente a decine di migliaia lungo strade statali e provinciali a danno di padri di famiglia che vanno a lavorare), per mantenere pensioni d’oro da € 90.000 al mese, stipendi da € 450.000 ai giudici costituzionali, spese per il Quirinale (Eliseo, Francia € 32 milioni annui ; Quirinale.Little Italy € 235 milioni ). E così prendendolo nel culo. Enzo Tosi.

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