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Corrado Augias destrorso

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Spesso ospite di Lilli Gruber su La 7, Corrado Augias, incredibilmente, da qualche tempo, si segnala per non poche prese di posizioni di stampo decisamente conservatore e, direi, destrorso.

Atteggiandosi a ‘vecchio saggio’, dopo infiniti decenni di comportamenti rigidamente ‘sinistri’ e politicamente correttissimi che hanno contribuito grandemente ad alimentarne la fama procurandogli gli appoggi ‘giusti’, subisce con molta probabilità una specie di ritorno all’infanzia e all’educazione a quei lontani tempi ricevuta (è nato il 26 gennaio 1935 – auguri per gli oramai prossimi ottant’anni – e si sa bene quale fosse all’epoca l’atmosfera politica e sociale…).

Benissimo, per carità.

Non vorrei, peraltro, che si dimenticasse i suoi lunghissimi ‘agitari’ a sostegno delle idee sinistre.

Non vorrei si dimenticasse di quando, pur di esprimersi ‘sinistramente’ arrivava per esempio il 3 aprile 2003, su Repubblica, a scrivere:

“Che cosa significa la bandiera rossa”: “Il colore rosso rappresentava il sangue dei lavoratori versato dall’oppressione capitalista (‘l’étandard sanglant’, come lo chiama un versetto della Marsigliese)…”.

Mentre, come allora segnalavo in una mia Pignoleria sul Foglio, la Marsigliese, a proposito dello ‘stendardo insanguinato’, parla di tirannia (i versi recitano: “Contre nous, de la tyrannie, l’étandard sanglant est levé”) e non di capitalismo.

Corrado Augias

Corrado Augias

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